“L’occupazione espone gli studenti a possibili reati, anche legati al danneggiamento di beni pubblici“, che le scuole “sono tenute a denunciare. Occorre valutare l’applicazione delle misure disciplinari previste dal Regolamento di ciascun istituto” ed è necessario “stimare la portata dei danni degli eventuali atti vandalici, considerando che troppo spesso se ne fa carico l’intera collettività e non gli autori. Dovranno essere poste a carico degli studenti responsabili le spese per le pulizie straordinarie e per il ripristino di arredi, pc e ogni altra attrezzatura di proprietà della scuola”. Lo scrive, in una circolare il capo dipartimento del ministero dell’Istruzione, Carmela Palumbo.
“Anche in quest’anno scolastico alcune scuole sono state teatro di occupazione da parte di gruppi di studenti che hanno impedito il regolare svolgimento delle lezioni, per periodi considerevoli, ledendo il diritto costituzionale allo studio della maggior parte degli studenti non aderenti alle occupazioni e causando, in molti casi, danni consistenti agli arredi sia fissi che mobili, alle dotazioni laboratoriali e alle strutture”, scrive ancora il ministero. “Molti dirigenti scolastici hanno messo in atto, sin dall’inizio, tutte le possibili strategie per far fronte a queste situazioni, mostrando la disponibilità al dialogo e all’ascolto e proponendo alternative quali l’assemblea o la co-gestione. Non sempre, tuttavia, si è raggiunto il risultato sperato, a volte anche a causa della presenza durante le occupazioni di soggetti esterni alle scuole”, prosegue Palumbo la quale “in questo momento, in cui è necessario affrontare le conseguenze di quanto accaduto“, ritiene “fondamentale ricordare che l’occupazione espone gli studenti a possibili reati, anche legati al danneggiamento di beni pubblici”, che i dirigenti scolastici “sono tenuti a denunciare”, prosegue il capo dipartimento del Mim.
“Occorre pure valutare l’applicazione delle misure disciplinari previste dal Regolamento interno di ciascun istituto, tenendo conto delle modalità delle occupazioni che nei casi più gravi hanno persino impedito l’accesso al dirigente scolastico e al personale di segreteria, causando non solo l’interruzione dell’attività didattica, ma impedendo anche il regolare svolgimento delle funzioni amministrative”, conclude la circolare. Le recenti proteste studentesche di Roma che, in alcuni casi, sono sfociate in atti di vandalismo e devastazione, costringeranno l’ex Provincia di Roma a utilizzare circa 300mila euro. Come riporta Roma Today, i danni maggiori sono stati al liceo Archimede-Pacinotti, liceo scientifico sportivo che si sviluppa su tre sedi in III municipio, per un totale di circa 70 mila euro. Seguono gli istituti Armellini, e Giorgi-Woolf. Entrambi hanno subito danni per una cifra stimata intorno ai 45 mila euro. “Soldi che avremmo potuto investire nella messa in sicurezza degli edifici – spiega Daniele Parrucci, consigliere delegato della Città Metropolitana – ora dovremo fare degli sforzi enormi”.
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