Musiche di Couperin, Liszt, Bartok,
Prokofiev e Ravel unite nel concerto della pianista Ying Li in
programma a Napoli, domani, 8 febbraio, nel Teatro Sannazaro,
per la stagione musicale dell’Associazione Alessandro Scarlatti.
Una singolare sequenza di brani che la giovane musicista cinese,
tra i talenti più promettenti della scena internazionale,
presenta nella serata realizzata con la collaborazione della
Società dei Concerti di Milano nell’ambito delle iniziative del
Premio Internazionale Antonio Mormone.
Riservato “ai giovani talenti”, Ying Li ha vinto questo
premio nel luglio del 2021, al Teatro alla Scala di Milano, per
la sua esecuzione del secondo concerto di Rachmaninov. Nello
stesso anno, due mesi dopo, la pianista ha modo di confermare il
suo talento anche a New York, vincendo lo YCA (Young Concert
Artists) – Susan Wadsworth International Auditions. “Talento
innato – sottolinea Tommaso Rossi direttore artistico
dell’Associazione Scarlatti – che, nel caso di Ying Li, riflette
oggi tratti di grande unicità grazie anche al qualificato
percorso di formazione a cui l’artista è stata avviata sin dalla
tenera età”. “La musica – dice Ying Li – è sempre stata presente
in casa; i miei genitori si dilettavano a suonare e uno zio
materno è un pianista professionista. Ricordo che, piccolissima,
cercavo di suonare il pianoforte o, perlomeno, pestavo la
tastiera cantando a squarciagola. Alla fine i miei chiesero allo
zio di darmi qualche lezione. Avevo cinque anni, pensavo di aver
trovato un nuovo giocattolo invece il pianoforte è diventato un
protagonista della mia vita”. Ying Li inizia lo studio dello
strumento a cinque anni in Cina a Conservatorio di Pechino poi,
a 14 anni, si trasferisce negli Stati Uniti per studiare al
Curtis Institute of Music di Philadelphia ed ancora alla
Julliard di New York. “Il programma musicale che l’artista
propone a Napoli – conclude Tommaso Rossi – si presenta come un
percorso per assonanze e contrasti tra il barocco francese di
Couperin, la sua traslitterazione novecentesca nell’opera di
Maurice Ravel e i grandi riferimenti del pianismo dell’Est
europeo del XX secolo, Prokofiev e Bartòk, messi in relazione
con la musica di Franz Liszt”.
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