L’angoscia inglese sul corpo di re Carlo: il monarca è mortale, la monarchia non può esserlo

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Il cancro diagnosticato a Carlo III ha colpito il Regno Unito come una folgore, evocando precedenti paurosi come quello di suo nonno, Giorgio VI, morto nel 1952 di un male analogo.

L’auspicio del primo ministro Rishi Sunak, che ha augurato al monarca una pronta guarigione e si è detto certo «che tornerà al massimo delle sue forze in pochissimo tempo», dietro la compostezza cerimoniale del linguaggio istituzionale lascia affiorare l’inquietudine di uno scongiuro dinastico. È vero che per il momento Carlo mantiene i suoi State Duties, i doveri di stato. Infatti non sono stati delegati ai consiglieri previsti dal Regency Act, l’Atto di Reggenza del 1937, poi aggiornato nel 2022, che designa le figure destinate a sostituire il re in caso di infermità. Una strategia comunicativa per allontanare lo spettro dell’abdicazione.

Ma anche la grande preoccupazione espressa senza troppi giri di parole dal presidente Usa Joe Biden circa le condizioni di salute del suo principale alleato, riflette quel clima di insidiosa oscurità che circonda da sempre la corona. Sospesa tra la precarietà del re come persona e l’immortalità del regno come istituzione. Una tensione irrimediabile, che ha qualcosa di intrinsecamente tragico. Nessuno ha saputo riassumerlo meglio di William Shakespeare che nel Riccardo II dice che “entro la vuota corona che cinge le tempie mortali di un re, la morte insedia la sua corte”.

E del resto, l’apprensione con cui il paese segue le vicende del figlio di Elisabetta lascia trasparire dietro la cronaca le sequenze di un dramma antico quanto la monarchia. Sempre in bilico tra la perennità dell’istituzione e la possibilità della sua fine. Che resta la ferita inguaribile del potere, costitutivamente sospeso tra ordine e caos, come su una lama di coltello. Perché in ogni sistema politico, dai più antichi fino a quelli moderni, il capo, e nessuno è capo quanto lo è un re, è di fatto l’incarnazione della legge. Lex est in pectore regis, la legge sta nel petto del re, dicevano i giuristi medievali che hanno contribuito a costruire i simboli e gli archetipi su cui ancora si fonda la nostra idea di politica.

Ecco perché la fragilità conclamata del corpo regale diventa un display della fragilità del corpo sociale. Evocando l’ombra paurosa del vuoto di potere che minaccia la società dall’interno. Per questo il grande drammaturgo Eugene Ionesco diceva che i re dovrebbero essere immortali ma, visto che questo attributo è solo di Dio, i sovrani terreni devono accontentarsi di una immortalità provvisoria.

Per sciogliere questo nodo insolubile, i teologi del Medioevo sostenevano che il sovrano, a differenza dei comuni mortali, possiede due corpi, quello fisico e quello politico. A immagine e somiglianza di Cristo che ha due nature, umana e divina. Per cui la creatura terrena nasce, cresce, si ammala e muore. Ma il potere non può, non deve seguirne la sorte senza mettere a rischio la salute del corpo collettivo.

Per questo, quando il monarca si ammalava alla corte d’Inghilterra e di Francia si costruiva un suo simulacro di legno che veniva investito dei suoi poteri e riverito come una persona in carne ed ossa. Fino alla guarigione. Che ripristinava quell’equilibrio energetico tra facoltà fisiche e sociali messo in discussione dalla malattia. Facendo tornare il re «al massimo delle sue forze», come ha detto il premier inglese soppesando le parole con l’acutezza di un teologo medievale.

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Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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