Secondo Pavanelli, De Luca e Tizi “a Perugia in particolare è plateale il fallimento sul rilancio di Fontivegge con annunci che si susseguono da oltre dieci anni e puntualmente ritornano in ogni campagna elettorale”. “Proclami – aggiungono – per un’azione che purtroppo, a poche settimane dalla fine del secondo mandato dell’amministrazione comunale e a pochi mesi dalla fine del mandato della giunta regionale, non hanno visto ancora un risultato tangibile per la comunità. Anzi, quello che ci troviamo costretti oggi a sottolineare è come, da parte della Regione, siano stati tagliati i fondi in merito all’atto di programmazione in materia di sicurezza urbana rispetto a quanto avveniva diversi anni fa quando venivano portati avanti importanti progetti, molti dei quali in convenzione con l’Università. Il degrado e l’abbandono avanzano sempre di più nei quartieri periferici della città lasciando praterie per il proliferare della criminalità. Ormai la questione non è più confinata alla sola Fontivegge. Dalle fake news sui blocchi navali alla retorica sul controllo e sui sistemi di videosorveglianza, argomenti cavalcati in ogni campagna elettorale, la destra costruisce il terreno della sua propaganda facendo leva sulla paura delle persone”. “Riteniamo – sostengono gli esponenti del M5s – che ci sia bisogno di un’altra idea di sicurezza basata su presidi di socialità e presenza delle persone, spazi di aggregazione dove residenti e famiglie possano riappropriarsi del loro quartiere e viverlo a pieno. Un problema che deve essere affrontato in maniera integrata, coinvolgendo gli aspetti che investono il campo sociale, il welfare, l’urbanistica. E’ questa l’idea rilanciata da Vittoria Ferdinandi che il Movimento 5 Stelle appoggia convintamente nella corsa per la carica di sindaca della città. La passerella del ministro passerà, l’emergenza sicurezza creata dalla destra invece riverserà ancora i suoi effetti sulla città. Per fortuna, ancora solo per pochi mesi”.
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