L’associazione Italia Nostra ha
illustrato in una conferenza stampa a Lecce le azioni intraprese
per salvare il Bosco e la macchia d’Arneo che sarebbero
danneggiati – secondo l’associazione – dal progetto di
ampliamento della pista del Nardò technical center della
Porsche, a Nardò in provincia di Lecce, autorizzato dalla
Regione Puglia. Contro la decisione della Regione l’associazione
ambientalista ha depositato un ricorso al Tar insieme al
comitato Custodi del Bosco d’Arneo.
Italia Nostra ritiene che l’ampliamento causerebbe la perdita
di una foresta secolare di oltre 500 ettari di enorme valenza
naturalistica, il Bosco e la macchia d’Arneo. Nel ricorso gli
ambientalisti sostengono, tra l’altro, che essendo un’opera di
iniziativa pubblica con un investimento complessivo superiore ai
50 milioni di euro si rende obbligatorio il dibattito pubblico;
inoltre la procedura di deroga agli
obblighi di tutela degli habitat in zona Sic si è conclusa in
difetto del presupposto necessario dell’assenza di soluzioni
alternative.
“Ci attendiamo eventuali impugnative – afferma il presidente
di Italia Nostra del sud Salento, Marcello Seclì – non ci
fermeremo al Tar ma porteremo la nostra battaglia in tutte le
sedi istituzionali”.
Nardò technical center informa di aver “preso atto del
ricorso presentato presso il tribunale amministrativo regionale”
e “attende il pronunciamento dei giudici amministrativi,
confidando che verrà riconosciuta la legittimità della procedura
autorizzativa del suo piano di sviluppo. Ntc conferma l’impegno
nel progetto di sviluppo, rimanendo aperta al dialogo e alla
trasparenza”.
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