Biden ha ottenuto circa il 90% dei consensi, doppiando quindi il successo di sabato in South Carolina. Se in quel caso tutti avevano prestato attenzione all’affluenza dei neri, per verificare i sondaggi che li danno delusi e non entusiasti di tornare ad appoggiare il presidente, in Nevada il focus erano gli ispanici. Considerando il loro peso nella popolazione dello stato, e la percentuale ottenuta dal capo della Casa Bianca, anche questo esame sembra superato. Infatti lui ha celebrato così: “I democratici del Nevada rappresentano la spina dorsale della nostra nazione: i lavoratori sindacali che hanno costruito la classe media, gli immigrati venuti qui in cerca di opportunità e le famiglie di ogni genere che meritano dignità, libertà personale e una giusta possibilità di realizzare il sogno americano. Stasera ce lo hanno dimostrato tutti: crediamo ancora in un’America in cui trattiamo tutti con onestà, decenza, dignità e rispetto. Dove non lasciamo indietro nessuno. Sono molto grato per il loro supporto”. Quindi ha aggiunto: “L’America è stata costruita su un’idea: l’idea che tutte le donne e gli uomini sono uguali. Anche se non siamo mai stati pienamente all’altezza di quell’idea, non ce ne siamo nemmeno mai allontanati. Ma questa promessa – proprio ciò che rende l’America America – non è mai stata così a rischio come lo è adesso. Donald Trump sta cercando di dividerci, non di unirci; trascinarci indietro nel passato, non portarci al futuro”. Perciò “dobbiamo organizzarci, mobilitarci e votare. Perché un giorno, quando guarderemo indietro, potremo dire che, quando la democrazia americana era un rischio, l’abbiamo salvata insieme”.
Biden non aveva avversari in Nevada, a parte la scrittrice Marianne Williamson che ha ottenuto meno del 3%. Resta però da vedere se i verdetti di questo stato e della South Carolina sono indicativi di una tendenza nazionale, oppure se hanno soprattutto un peso locale.
La replica della sfida con Trump sembra comunque avvicinarsi, anche in base ai risultati del voto tra i repubblicani, dove Haley ha perso contro “nessuno di questi candidati”. Lei ha ottenuto il 31%, ma “nessuno” l’ha battuta con quasi il 62%.
Qui però è necessario un chiarimento, perché in Nevada c’è stato uno scontro interno al Gop. Le autorità statali hanno organizzato le primarie, a cui ha partecipato Nikki ma non Donald, che però non assegnavano delegati alla Convention. Il partito invece ha organizzato dei caucus che si svolgeranno domani, a cui partecipa l’ex presidente ma non l’ex ambasciatrice all’Onu, che invece assegneranno i delegati. Haley ha deciso di evitare questo voto perché era truccato a favore di Trump, e quindi ha partecipato automaticamente a quello delle primarie, senza però fare campagna. Siccome in Nevada è possibile votare per “nessuno” dei candidati in lista, i sostenitori di Donald lo hanno fatto, allo scopo di imbarazzare Nikki. Lei punta tutte le sue speranze di sopravvivenza sulle primarie del suo stato della South Carolina, di cui è stata governatrice, che si terranno il 24 febbraio. Anche qui, però, i sondaggi danno Trump avanti di quasi 30 punti, perché la base repubblicana resta con lui.
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