Brasile, sequestrato il passaporto a Bolsonaro: “Approvò il piano per il golpe”

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Jair Bolsonaro sapeva del golpe. Conosceva nei minimi dettagli il piano culminato nell’assalto alla spianata dei Tre Poteri a Brasilia l’8 gennaio del 2023. Era il regista occulto del tentato colpo di Stato. Ha visto la bozza del progetto, l’ha fatta correggere. Ha approvato tempi e modalità della sua esecuzione. Ne è convinto il consigliere della Corte Suprema Federale Alexandre de Moraes, promotore dell’indagine su quanto è accaduto prima e dopo quella domenica nella quale migliaia di sostenitori dell’ex presidente di estrema destra misero a ferro e fuoco i palazzi del Congresso, della Presidenza e del Tribunale Supremo. Ha spiccato 4 ordini di custodia cautelare e 33 mandati di perquisizione nei confronti di altrettanti ex generali dell’esercito che ricoprivano la carica di ministro, avvocati, uomini d’affari, consiglieri diplomatici e stretti collaboratori del leader della destra estrema.

Allo stesso Bolsonaro è stato sequestrato il passaporto e imposto il divieto di conferire e ricevere delle persone. Una sorta di arresti domiciliari con l’obbligo di restare in Brasile. I provvedimenti sono stati affidati alla Polizia Federale che ha provveduto a una serie di blitz in 10 Stati e nel Distretto Federale. L’operazione, battezzata non a caso, Tempus Veritatis, il Momento della Verità, si è conquistata i titoli di apertura di tutti i siti. Sta scuotendo il Brasile. Per la prima volta pone al centro del tentato colpo di Stato l’uomo che non ha mai nascosto le sue simpatie per un intervento dei militari, la sua nostalgia per una dittatura ripudiata dalla Costituzione, messo in dubbio il sistema elettorale, contestato lo stesso voto del novembre del 2022 che assegnò la vittoria, di misura, a Luiz Inácio Lula da Silva.

Riparato negli Usa proprio alla vigilia dell’assalto di Brasilia, Bolsonaro si è sempre dichiarato estraneo all’iniziativa dei suoi sostenitori. Prese le distanze, dopo molte insistenze, ma fece fatica a condannarli; in fondo, li giustificò. La prime indagini scoprirono in casa di Anderson Torres, già ministro della Giustizia di Bolsonaro e all’epoca dei fatti segretario della Pubblica Sicurezza di Brasilia, la copia di una bozza di un piano di golpe. Prevedeva l’annullamento del risultato, la proclamazione dello stato d’emergenza, il mantenimento del governo Bolsonaro, con la garanzia dei militari che avrebbero gestito la fase transitoria in attesa di nuove elezioni.

Subito arrestato, Torres bollò quella bozza come una semplice idea. Stessa cosa fece l’ex capitano Mauro Cid, aiutante di campo dell’ex presidente, anche lui messo in carcere successivamente, che le definì “sciocchezze”. Tuttavia, stanco di assumersi tutte le responsabilità lo stesso Cid ha deciso alla fine di confessare e ha stretto un accordo di collaborazione con la magistratura. Il cerchio si è stretto attorno a Bolsonaro, con una perquisizione a casa del figlio Carlos e l’arresto dell’ex capo dei Servizi segreti (Abin), accusato di aver creato una struttura parallela che spiava e forniva indicazioni sulle indagini della magistratura che riguardavano la famiglia dell’allora presidente. Ieri, il blitz conclusivo.

“Le informazioni raccolte”, si legge nel dispositivo firmato da de Moraes, “hanno rivelato che Jair Bolsonaro ha ricevuto un progetto di decreto presentato da Filipe Martins, all’epoca suo consigliere, e dall’avvocato Amauri Feres Saad, rappresentante di quel centro d’affari che sosteneva l’ex capitano, per eseguire un colpo di Stato che dettagliava la presunta ingerenza della magistratura nell’esecutivo”. Il piano prevedeva l’annullamento del voto e la dichiarazione dello stato di emergenza con Bolsonaro che restava al potere. Copia del progetto fu spedita dal cellulare di Cid. L’ex presidente lo esaminò e apportò alcune modifiche. Aggiunse l’arresto del suo grande nemico del momento, Alexandre de Moraes. Lo voleva dietro le sbarre. Assieme al presidente della Corte Suprema Gilmar Mendes, colpevole di aver avviato un’inchiesta sulla valanga di fake news diffuse dall’“Ufficio dell’odio”, come veniva chiamata la macchina della propaganda sui social di Carlos Bolsonaro, e il presidente del Senato Rodrigo Pacheco.

Una delle correzioni prevedeva di indire subito nuove elezioni per giungere a un risultato diverso. Tra gli arrestati spiccano figure di primissimo piano. Il generale Augusto Heleno, già ministro dell’Ufficio per la Sicurezza Istituzionale; l’ex ministro della Casa Civile e della Difesa Walter Barga Netto, anche lui generale dell’esercito; Anderson Torres, ex ministro della Giustizia, Valdemar Costa Neto, presidente del Partito Liberale, quello di Bolsonaro; Marcelo Câmara, ex consigliere di Bolsonaro e già indagato per aver fornito un certificato falso di vaccinazione anti Covid che consentì all’ex capitano di rifugiarsi negli Usa mentre i suoi fan saccheggiavano i palazzi del potere. Infine Filipe Martins, ex consigliere di Bolsonaro per gli affari internazionali che avrebbe materialmente presentato al suo capo il progetto di golpe.

Tra i messaggi sequestrati e analizzati dagli investigatori ce ne sono molti dei militari coinvolti. In una nota dell’11 novembre 2022, pochi giorni dopo la vittoria di Lula, i comandanti delle Tre Forze Armate affermano di rimanere “vigili, attenti e concentrati sul loro ruolo costituzionale nel garantire la nostra sovranità, ordine e progresso”. In quelli successivi ci sono delle trattative per organizzare incontri tra membri civili del governo e militari “allo scopo”, si legge, “di pianificare ed eseguire azioni rivolte a dirigere e finanziare manifestazioni che predicano un colpo di Stato militare, con lo scopo di mantenere il presidente Bolsonaro al potere”. Il piano era operativo. Ognuno doveva avere il suo ruolo: chi organizzava le proteste, chi le finanziava, chi le proteggeva, chi sobillava, chi interveniva.

Duri i commenti di Lula. “Il fatto concreto è che c’è stato un tentativo di colpo di Stato. Il cittadino che era al governo non era disposto a vincere, non era disposto a perdere, non era disposto a partire. Non credo che sarebbe successo senza di lui. Bisogna andare fino in fondo per accertare le responsabilità”. Ma ha aggiunto: “Fino a prova contraria rimane la presunzione di innocenza”. Un modo per ribadire: con me non è accaduto.

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Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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