L'IMBOSCATA – Restano blasone e storia, ma oggi la Juve è quasi come un'Atalanta. Giuntoli ricostruisce dalle macerie. C'è un unico progetto. Il futuro di Marotta e Allegri. Gravina, ADL, Abodi e le "bombe" annunciate

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di Andrea Bosco


Inutile recriminare. Si recrimina quando esiste un valido motivo per farlo. Per settimane il motivo c’era stato. Gli smaccati “favori” arbitrali all’Inter che avrebbero dovuto indignare non solo la Juventus, ma tutte le altre società del campionato.


Zitta la Juventus, zitti tutte le altre. Quindi, se nessuno (a parte i soliti noti) ha recriminato, perché farlo per la sconfitta del Meazza? Alla Juve è andata persino di lusso a perdere con una autorete gollonzo. Il divario è stato abissale. A riprova che finora Allegri ha fatto i miracoli, le nozze con i fichi secchi. Gli errori si pagano. E la Juventus è stata progettata pessimamente negli ultimi anni. Giuntoli ha trovato macerie. Ma per fortuna i medesimi errori non sono stati fatti nel settore giovanile. I frutti si stanno vedendo, ma i frutti, certi frutti, necessitano di maturazione.


Io non so cosa abbia in mente Elkann. So che Marotta non tornerà alla Juventus, so che il futuro di Allegri è da scrivere. E so, questo lo so (e sarebbe il caso che tutti i tifosi ne prendessero atto) che per rivedere una Juventus “stellare”, ci vorrà un lustro, forse di più. Perché è cambiata la “mission”. Si fa presto a dire: “La Juve corre sempre per vincere”. Poi c’è la realtà. E la realtà dice che la Juventus non ha un regista paragonabile al turco di Inzaghi. La realtà dice che non ha un attaccante paragonabile al norvegese di Guardiola. La realtà dice che la Juventus non ha un trequartista in grado di inventare e di segnare. Aveva Dybala, ma grazie al signor Arrivabene lo ha perduto. È bene convincersi che oggi la dimensione della Juventus è più simile a quella di un’Atalanta, piuttosto che a quella di un Real Madrid. È bene convincersi che contro l’Inter, la Juventus non ha tirato in porta per 95 minuti. Il blasone è intatto, la storia meravigliosa. Ma né il blasone, né la storia ti fanno vincere scudetti e trofei. Io non sono scontento. Non accuso Allegri, non accuso i giocatori e capisco persino la proprietà che in questi anni ha continuato a ricapitalizzare. Non sempre si può vincere, e la Juventus in dieci anni ha vinto 9 scudetti di fila e altri trofei nazionali, due volte è arrivata in finale di Champions. Aveva un progetto. Oggi l’unico progetto sul piatto, per la Juventus, è quello di risanare il bilancio.


Darei un consiglio ai miei entusiasti colleghi confezionatori di iperboli: prima di definire questo Alcaraz, il “nuovo Vidal”, siate prudenti.


Spero che la Juventus torni a concentrarsi sul “possibile”. E il suo possibile è un secondo posto in campionato e magari, con un blitz vincente, la Coppa Italia. Il resto sono bubbole. Mi sfiniscono le previsioni di mercato. Tipo, la Juventus ha un tesoro da mettere in vendita: gli Huijsen, i Soulè, i Barrenechea and company. Meglio valutare con attenzione per non ripetere altri casi Dragusin. E poi vendere, per fare cassa e tenere chi? Kostic? Weah? Illing? Kean? Miretti? Per tenere il simulacro di Pogba?


La gara con l’Udinese darà qualche indicazione. Sperando che nessuno abbia la tentazione di farsi dare un “rosso” dopo una ventina di minuti.


A marzo l’assemblea convocata da Gabriele Gravina dovrà decidere se fare qualcosa di concreto in tema di riforme, oppure continuare a cazzeggiare come da decenni il calcio italiano sta facendo. E non potrà più continuare a fare. Visto che è gravato da 5 (dicesi cinque) miliardi di euro di debiti. Provate a scrivere la cifra e capirete l’enormità del “buco”. Ha ragione De Laurentiis quando afferma che qualche club (uno a caso, l’Inter) con 1 miliardo di debiti, “non dovrebbe avere il permesso di iscriversi al campionato”. Don Aurè, io sono uno che non scorda “o’ passato”. E quindi rammento quando una certa squadra (presidente federale Carraro) presentava fidejussioni false, ma egualmente poteva iscriversi, persino con 16 giorni di ritardo al campionato, calpestando le regole. Quando si dice il fascino – indiscreto, diciamolo – di un paio di baffetti. All’Ovest, niente di nuovo: lei ha ragione, caro don Aurelio. Sono pochi quelli che gareggiano con i conti in ordine, come lei, da valente imprenditore, fa.


La serie A, intesa come Lega reclama più autonomia, visto che è la serie A a tenere in piedi tutto il “carrozzone”. L’avessero mai detto. Io so’ io e voi non siete un… eccetera, ha replicato Gabriele Gravina, marchese senza blasone, del Grillo. Io vado al congresso Uefa di Parigi, io sono “vicepresidente” con la certificazione di Ceferin. Voi è inutile che soffiate sul fuoco preannunciando “casini”.


Benché loquace più di Amadeus al Festival, Gravina ha le sue gatte da pelare. Vorrebbe ridurre l’assurdo numero delle società professionistiche (100 tra le tre Leghe) almeno ad 80. Ma quelli destinati alla dieta non ci stanno: la bandiera, il pueblo, la politica, il sociale, la storia. Le 20 società di serie A sono in disaccordo su molte cose (Inter, Juve e Milan vorrebbero un campionato ridotto a 18 squadre, ipotesi che gran parte delle altre vedono come il fumo negli occhi, per non parlare della serie B, bramosa di strapuntini) ma sul diritto di veto sono come un sol uomo. Ergo alla fine non si farà l’emerita mazza di sempre. In stile Gravina: gattopardescamente. Almeno una volta Gravina si esprimeva come il Conte Zio: “lenendo e sopendo”. Da quando Ceferin gli ha dato i “galloni” ha messo le mani sui fianchi e dal “balcone”, ha minacciato: “se i club vogliono andare sul Titanic, toglierò io la musica”. Finora ogni annunciata “bomba” si è rivelata un flebile “peto”. In definitiva: cercasi ministro dello sport, disperatamente. Abodi: chi era costui?

Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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