Alto il numero di contenziosi relativi agli appalti: “72 nel 2023, più di 500 nel quinquennio – ha precisato Buricelli – originato dalla impugnazione di bandi, esclusioni e aggiudicazioni riconducibili prevalentemente a enti locali e ad Asl”. Crescono anche le cause sugli impianti di energia rinnovabile: 17 nel 2023. Si tratta in particolare di contenziosi aperti per impianti fotovoltaici, agrivoltaici ed eolici, avviati dagli operatori del settore che hanno ricevuto giudizi negativi di compatibilità ambientale oppure vendono i loro procedimenti bloccati al ministero dell’ambiente rispetto all’obbligo di adottare la Via. In altri casi il Tar è stato invece interessato da amministrazioni comunali in cui gli impianti dovrebbero essere realizzati.
I risultati ottenuti “sono stati conseguiti in un contesto caratterizzato da una carenza di organico del personale di magistratura – ha sottolineato il presidente -, nove i magistrati previsti nella pianta organica oltre il presidente”. Dal giugno del 2023 il Tar “opera con sette magistrati, oltre il presidente, in altre parole quattro magistrati per sezione compresi i presidenti”. Permane una scopertura di due posti su nove, ma secondo Buricelli i magistrati sono “sufficienti”.
“Sul piano normativo – ha proseguito il presidente – si è cominciato a dare attuazione all’articolo 12-bis a rinforzo degli obiettivi di tempestiva realizzazione degli interventi finanziati con le risorse del Pnrr. L’articolo 12-bis ha trovato applicazione finora in un numero di controversie non particolarmente ampio: 14 ricorsi”. Sul fronte delle decisioni: nel 2023, secondo quanto emerso dalla relazione, sono state circa il 25% del totale le sentenze di accoglimento, mentre quelle di rigetto sono state il 4%. Il restante 33% sono le sentenze in rito di cui fanno parte anche quelle sulla giurisdizione con il conseguente trasferimento della controversia.
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