Ancor di più se si pensa che alcuni elementi del calibro di Lorenzo Cannone e Negri sono usciti piuttosto malconci dal match contro l’Inghilterra, e che quindi non ci saranno, e che anche Allan starà fuori dal XV iniziale: sabato scorso ha preso una brutta botta “nella zona di una spalla” come spiega il ct, Gonzalo Quesada, e solo ieri ha ricominciato ad allenarsi con i compagni. Ma almeno andrà in panchina, dove si accomoderà vestito con la maglia n.22. “Si è allenato con noi solo ieri – dice Quesada -, prima non poteva fare alcun tipo di contatto e non sapevo se portarlo. E pensare che lo avrei voluto ancora estremo, con Capuozzo, che rientra, all’ala. Poi ieri Tommy mi ha detto di avere sensazioni positive, e quindi sarà con noi: senza un altro 10 in panchina sarebbe stato un rischio grande per la squadra”.
Ma contro un’Irlanda che farà il turn over tenendo fuori titolari come il capitano Peter O’Mahony e Tadhg Beirne, Tadhg Furlong, Jamison Gibson-Park e Bundee Aki, che Italia sarà, così condizionata dalle notizie provenienti dall’infermeria? “Sì, abbiamo passato del tempo ad analizzare la situazione per cercare di capire chi avevamo a disposizione – ammette Quesada -. Il mio piano era di non fare troppi cambiamenti rispetto alla formazione che quasi ha battuto l’Inghilterra, ma la rinuncia a Negri e Lorenzo Cannone, due molto importanti per noi, ha offerto altre opzioni, e avremo una terza linea nuova”.
Infatti capitan Lamaro vestirà la maglia numero 8, con Zuliani e Izekor – quest’ultimo alla prima da titolare – a completare il reparto. “L’intensità del match sarà molto elevata – è l’analisi del ct azzurro – e in campo i trequarti dovranno correre molto. L’Irlanda è una rivale molto diversa dall’Inghilterra, loro preferiscono avere il possesso e fare lunghe sequenze di gioco, e utilizzano bene l’enorme qualità che hanno in squadra, soprattutto negli avanti, tutti dotati di grande tecnica individuale. Ma noi ci crediamo: in settimana abbiamo lavorato molto sulla nostra difesa e su conquista e ricezione aerea. E a Dublino dovremo anche coprire molto meglio la larghezza del campo”.
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