Una considerazione amara, quella di Alon Bar, che ha subito alimentato la polemica fuori dall’Ariston.
Una considerazione amara, quella di Alon Bar, che ha subito alimentato la polemica fuori dall’Ariston.
Interpellata dall’agenzia ANSA, esprime il suo parere la presidente delle Comunità ebraiche Italiane, Noemi Di Segni: “Se la musica e il festival, per la sua rilevanza, è lo spazio per la libertà di esprimere pensieri di amore, di dolore, di gioia, di denunce sociali e contestazioni politiche, dispiace che questo palco non sia stato l’occasione per lanciare parimenti, un appello per il rilascio degli ostaggi nelle mani di Hamas, lasciando all’unilateralità la legittimazione alla distorsione, con uso di termini che ancora una volta offendono la storia del nostro Paese e dell’Europa tutta”.
A una domanda relativa a questa polemica rivolta ad Amadeus durante la conferenza stampa finale del Festival, i dirigenti presenti a Sanremo, assicurano che, su questo tema, arriverà una nota ufficiale dell’Azienda.
“Ho vissuto assieme all’ambasciatore Bar ed alla presidente Di Segni gli eventi che la Rai ha dedicato alla memoria della Shoah nell’ultima settimana di gennaio. E ogni giorno i nostri telegiornali e i nostri programmi raccontano – e continueranno a farlo – la tragedia degli ostaggi nelle mani di Hamas, oltre a ricordare la strage dei bambini, donne e uomini del 7 ottobre. La mia solidarietà al popolo di Israele ed alla comunità ebraica è sentita e convinta”. Così l’amministratore delegato della Rai Roberto Sergio in merito a una affermazione su Israele e Palestina fatta da Ghali durante il Festival di Sanremo.
Un ringraziamento a Ghali per le parole pronunciate sul palco di Sanremo è arrivato dal presidio in solidarietà con la Palestina organizzato davanti alla stazione Centrale, a Milano, diciannovesimo appuntamento dal 7 ottobre in città. “Applaudiamo Ghali per la sua posizione a favore dei palestinesi – ha detto dal palco il presidente dell’associazione palestinesi di Italia Mohammad Hannoun – e per le sue parole chiare contro lo sterminio”.
“Ho sempre parlato di questi temi da quando sono bambino. Non dal 7 ottobre”. Ghali risponde così all’ambasciatore israeliano in Italia. “Mi dispiace che abbia risposto in questo modo, c’erano tante cose da dire. Ma per cosa altro avrei dovuto usare questo palco? Io sono un musicista prima di salire su questo palco: ho sempre parlato di questo fin da quando sono bambino”, replica a Domenica In Ghali rispondendo ad una domanda, con Mara Venier che sottolinea: ‘’Siamo tutti per la pace su questo non ci sono dubbi”. ”È da quando ho 13-14 anni che parlo di quello che sta succedendo nelle mie canzoni. Sono nato grazie ad internet e non è dal 7 ottobre che ne parlo, questa cosa va avanti già da un po'”. L’artista ha poi commentato: “Il fatto che l’ambasciatore parli così non va bene, continua la politica del terrore, la gente ha paura di dire stop alla guerra, stop al genocidio, stiamo vivendo un momento in cui le persone sentono che vanno a perdere qualcosa se dicono viva la pace. Ci sono dei bambini di mezzo: quei bambini che stanno morendo, chissà quante star, quanti dottori, insegnanti, quanto geni, ci sono lì in mezzo”.
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