Gli opinionisti argentini definiscono l’incontro tra Milei e Papa Francesco come storico, dopo le terribili offese che in campagna elettorale l’inquilino della Casa Rosada aveva rivolto al suo connazionale, definendolo come il “rappresentante del male sulla terra” e criticando la sua affinità con “comunisti assassini” come Fidel Castro e Nicolas Maduro. Offese alle quali la Santa Sede, ovviamente, non ha mai risposto. Nonostante gli anni di alta tensione l’Arcivescovo di Buenos Aires ha dichiarato che “il Pontefice è capace di perdonare” e “riconosce l’importanza delle relazioni istituzionali”.
Il clero argentino presente a Roma ha dato a Milei un “caloroso benvenuto”. Uno tra loro, Monsignor Jorge Ignacio Garcia Cuerva, ha detto che la visita istituzionale di Milei in Vaticano è preziosa: aiuterà a migliorare i rapporti con la Chiesa e con la conferenza episcopale. “Parliamo di un nuovo governo in carica da soli due mesi, quindi i rapporti sono cordiali, sono rapporti istituzionali, così penso che debbano essere e sicuramente possono essere rafforzati”.
Ci sono ancora punti discordanti che separano Milei dal Papa, soprattutto in termini politici. Il Papa difende la giustizia sociale e la solidarietà, mentre Milei sostiene che i veri benefattori ed eroi sociali siano gli uomini d’affari e che, il miglior sistema affinché possano esprimersi, sia il capitalismo. Durante la canonizzazione Papa Francesco ha fatto un riferimento “alla lebbra dell’anima”. Esorta a stare attenti a “paura, pregiudizio e falsa religiosità: ecco tre cause di una grande ingiustizia, tre lebbre dell’anima che fanno soffrire un debole, scartandolo come rifiuto – ricorda Francesco – Quanti sofferenti incontriamo sui marciapiedi delle nostre città!”
Milei ha espresso un elogio a papa Francesco definendolo “l’argentino più importante della storia”, cerca una benedizione, vuole creare ponti, cerca un’alleanza, consapevole che a casa, da solo, non può fare tanta strada. La delegazione ufficiale arrivata con Milei non ha ancora un ambasciatore presso la Santa Sede: è presente invece l’ambasciatore in Israele, fatto che sorprende il Vaticano e il segretario al Culto, Francisco Sánchez, che ha avuto opinioni forti nei confronti del Santo Padre. Al centro del dialogo di lunedì con Francesco, probabilmente l’attuale situazione politica ed economica dell’Argentina e l’invito formale per una visita nel Paese, evento atteso da milioni di argentini. In questo incontro, non ci sarà solo interesse e amore per la Patria. Negli ultimi anni Milei ha abbracciato la religione ebraica, ma nutre un profondo rispetto per la Chiesa cattolica, in un paese a forte tradizione cristiana, avendo studiato in una scuola cattolica di Buenos Aires.
L’incontro tra i due Capi di Stato sarà un vertice molto atteso. Il Papa sembra aver già perdonato Milei, affermando che le parole in campagna elettorale vanno e vengono e ha annunciato che è pronto ad avviare un dialogo con il Libertario, come ha fatto con tutti. Ma spetta a questo presidente migliorare l’economia, ridurre la povertà e garantire che la società creda nuovamente nella democrazia.
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