L’esercito israeliano fornirà “passaggi sicuri per la popolazione civile” prima dell’avvio dell’operazione militare a Rafah, ha aggiunto Netanyahu in un’intervista all’ABC News nelle quale ha respinto i timori della comunità internazionale “di una catastrofe”, vista la presenza di centinaia di migliaia di sfollati palestinesi nella zona. “Garantiremo – ha spiegato – un passaggio sicuro alla popolazione civile in modo che possa andarsene. Stiamo elaborando un piano dettagliato per farlo. Su questo non siamo sprezzanti”.
L’emittente araba Al Jazeera afferma che 25 persone sono morte e altre decine rimaste ferite in un bombardamento israeliano che ha colpito in queste ore un edificio residenziale a est di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza.
La Mezzaluna rossa palestinese afferma che quattro persone sono rimaste uccise e otto ferite a seguito di un bombardamento israeliano che ha colpito ieri pomeriggio una casa nel quartiere al-Hakr di Deir al-Balah, nel centro della Striscia di Gaza.
Al Jazeera e l’agenzia di stampa palestinese Wafa affermano che un ragazzo di 19 anni è stato ucciso ieri sera con un colpo d’arma da fuoco alla testa da soldati israeliani mentre era a bordo di un veicolo a Kharb al-Lahm, in Cisgiordania.
Un mese di tempo per completare l’operazione contro Hamas a Rafah, prima che arrivi il mese di Ramadan attorno al 10 marzo. E’ il timing che il premier israeliano ha indicato al gabinetto di guerra come limite massimo per sconfiggere i 4 Battaglioni della fazione islamica schierati nella città più a sud della Striscia, dove ci sono centinaia di migliaia di sfollati palestinesi e dove da giorni Israele ha aumentato i raid aerei.
Ieri, denunciano i media internazionale, sono stati 44 i palestinesi uccisi, tra cui circa 12 bambini, negli attacchi a Rafah. L’operazione nell’ultima città a sud non scatterà tuttavia prima dell’evacuazione dei civili che si trovano stretti ad un passo dalle barriere con l’Egitto. La valutazione di Netanyahu, che deve fare i conti con la pressione internazionale avversa, compreso il forte contrasto con gli Usa di Joe Biden, è stata fatta, secondo i media, durante una riunione ristretta del Gabinetto di guerra in cui è stato programmato il “doppio piano” di intervento, dopo le richieste di Hamas “irricevibili” per Israele sul cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi.
Con l’operazione militare alle porte, la fazione islamica di Gaza ha invitato il Consiglio di sicurezza dell’Onu a “convocare” una sua “riunione immediata”. “Chiediamo al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite – ha fatto sapere Hamas – di convocare una riunione immediata e urgente per confermare la sua determinazione a obbligare l’occupazione israeliana a fermare la guerra genocida che sta commettendo contro i palestinesi a Gaza”.
Poi ha avvertito che l’attacco a Rafah potrebbe “lasciare decine di migliaia di martiri e feriti” aggiungendo di ritenere “l’amministrazione americana, la comunità internazionale e l’occupazione israeliana” responsabili delle possibili conseguenze. L’avanzata su Rafah, per Israele roccaforte di Hamas a poca distanza da quella di Khan Yunis e da dove si snoda il ‘Corridoio di Filadelfia’ ricco di tunnel con l’Egitto, pone più di un rischio diplomatico per Israele.
Il Cairo è tornato ad avvisare il governo di Gerusalemme. Ogni spostamento di massa di palestinesi nel Sinai – ha ammonito l’Egitto secondo il Wall Street Journal (Wsj) – metterebbe a rischio il Trattato di pace del 1979 con Israele. “Gli sforzi egiziani non si sono fermati – ha detto il ministro degli Esteri egiziano Sameh Shoukry – per trovare una soluzione, un cessate il fuoco e per sollevare i palestinesi dal flagello di questa guerra e dai gravi danni causati ai civili innocenti”.
Ma la situazione ” si sta evolvendo negativamente”. Al 127/esimo di guerra, l’Idf sta continuando a premere su Khan Yunis, dove si susseguono gli attacchi dal cielo. Secondo un funzionario di ospedale di Gaza e giornalisti dell’Ap “è salito a 44 il numero dei palestinesi uccisi e di questi, una decina di bambini, il più giovane di soli tre mesi”. Colpito, secondo al Jazira, “anche l’ospedale di Khan Yunis con diverse persone morte e altre ferite”.
I morti nella Striscia per gli attacchi di Israele, ha sostenuto il ministero della sanità di Hamas, sono saliti “a 28.064 con 67.611 feriti”. Nelle ultime 24 ore – secondo la stessa fonte – sono “stati 117” le persone uccise. E oggi è stata ritrovata morta la piccola Hind, 6 anni che tentò di chiedere aiuto per telefono quando l’auto della famiglia finì sotto il fuoco. Israele sostiene di aver ucciso in un veicolo a Rafah “il capo della intelligence della polizia di Hamas Ahmed al-Yaakobi”.
Nello stesso attacco sono stati uccisi il suo vice, Iman a-Rantisi e Ibrahim Shatat il delegato della polizia di Hamas per la distribuzione degli aiuti. I portavoce militare ha poi fatto sapere che è stato scoperto nel quartiere di Rimal a Gaza City un tunnel dell’intelligence di Hamas che passava sotto un edificio principale dell’Unrwa nel quartiere di Rimal a Gaza City. Lungo 700 metri e profondo 18 metri era rifornito di “elettricità dalle le strutture dell’Unrwa”.
Mentre continua intenso lo scontro con gli Hezbollah al nord di Israele, non scende la tensione con gli Houthi nel Mar Rosso. Forze armate Usa e della Gran Bretagna stanno continuando gli attacchi contro le postazioni dei miliziani dello Yemen, alleati dell’Iran che oggi hanno sepolto 17 dei loro uccisi in quei raid.
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