L’ultima rilevazione di Abc conferma un trend emerso già nei mesi scorsi e al quale il partito repubblicano e quello democratico non hanno voluto prestare attenzione. Gli americani da un anno ribadiscono infatti di non volere una nuova sfida fra Biden e Trump: gli elettori vorrebbero un’alternativa e un cambio di passo che archivi la gerontocrazia della politica americana e lanci una nuova classe. Proprio su questo desiderio di novità Nikki Haley sta giocando la sua campagna elettorale: l’ex ambasciatrice all’Onu da mesi ripetere che c’è bisogno di una svolta e di una nuova leadership politica. “Joe Biden non sarà il candidato” dei democratici alla Casa Bianca, ha detto in una della sue ultime apparizioni in South Carolina, lo stato che voterà per le primarie alla fine di febbraio e in cui Haley si gioca tutto o quasi.
L’ex governatrice è convinta che i liberal alla fine sceglieranno un altro candidato, cosa a cui dovrebbe pensare – è il suggerimento – anche il partito repubblicano, che si è legato mani e piedi a Trump. Contro l’ex presidente gli attacchi di Haley sono incessanti, soprattutto dopo che Trump ha ironizzato sull’assenza del marito dell’ex ambasciatrice all’Onu, militare attualmente in missione all’estero. “Chi manca di rispetto ai nostri militari non dovrebbe avere la patente, figuratevi la presidenza”, ha replicato dura Haley. In campo in difesa del marito anche Jill Biden. La First Lady respinge gli attacchi “inaccurati e politici” contenuti nel rapporto del procuratore speciale Robert Hur contro il presidente. “Joe ha 81 anni, è vero, ma alla sua età fa in un’ora quello che la maggior parte delle persone fa in una giornata. La sua età, insieme alla sua esperienza, sono un grande asset e lo dimostra ogni giorno”, dice la first lady, spiegando di non sapere quale fosse l’obiettivo di Hur e di non poter immaginare che “qualcuno cerchi di usare la morte di nostro figlio per mettere a segno dei punti politici”.
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