AGI – Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, è stato ricoverato d’urgenza nella notte a seguito di un dolore perdurante da lunedì mattina. Crosetto si è presentato – solo e a piedi – al pronto soccorso del San Carlo di Nancy, nel quartiere Aurelio a Roma, con forti dolori al petto. È stato immediatamente monitorato e poi sottoposto a una coronarografia. Non ci sono notizie sulle cause ma fonti ospedaliere dicono potrebbe trattarsi di una pericardite.
Nelle prossime ore il ministro, “le cui condizioni di salute sono buone“, verrà sottoposto a “ulteriori esami, per accertare le cause del malore”, ha reso noto il ministero della Difesa. Gli accertamenti e il monitoraggio ai quali è stato immediatamente sottoposto presso la struttura ospedaliera, sottolinea il ministero, “hanno evidenziato una lieve pericardite e l’assenza di danni cardiaci”.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto “sta abbastanza bene, l’ho sentito al telefono, siamo ottimisti”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha risposto ai giornalisti lasciando Palazzo Borromeo, sede dell’ambasciata d’Italia presso la Santa Sede dove si è svolta questo pomeriggio una cerimonia per l’anniversario della firma dei Patti Lateranensi e della revisione del Concordato fra Stato italiano e Chiesa cattolica.
La pericardite, l’infiammazione cardiaca che dovrebbe essere la causa del ricovero del ministro della Difesa, Guido Crosetto, riguarda il pericardio, la ‘sacca’ che avvolge e protegge il cuore, costituita da due membrane separate da un sottilissimo strato di liquido. Il sintomo più comune è il dolore al petto provocato dal contatto fra gli strati irritati del pericardio. L’infiammazione è di solito causata da infezioni virali, che vengono trattate con i farmaci antinfiammatori (FANS, colchicina, steroidi), più raramente da batteri, funghi o parassiti. In rari casi l’origine non è infettiva, come nella pericardite uremica per chi è affetto da insufficienza renale o per malattie tiroidee o la pericardite neoplastica, complicanza di tumori al polmone, alla mammella, linfomi o leucemie. La diagnosi tempestiva è fondamentale per ridurre il rischio di complicazioni a lungo termine. La pericardite può comparire anche in seguito a un infarto, a una febbre reumatica, a un trauma toracico o a procedure invasive sul cuore. Se il versamento del liquido è troppa abbondante e comprime il cuore, il paziente viene sottoposto a drenaggio attraverso un catetere introdotto tra le membrane pericardiche. Solo in rari casi si arriva alla pericardiectomia, un intervento cardiochirurgico per la rimozione del pericardio.
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