Dalla liberazione degli ostaggi alla nascita dello Stato palestinese. Il piano di Mohammed Dahlan, l’ex uomo forte dell’Olp a Gaza

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LONDRA – Convincere Hamas a cedere il potere a Gaza, nell’ambito di un accordo per creare uno Stato palestinese. Sostituire con un nuovo leader Abu Mazen, l’attuale presidente 88enne dell’Autorità Nazionale Palestinese (Anp) che governa la Cisgiordania, lasciandogli soltanto un ruolo cerimoniale. E affidare almeno temporaneamente la gestione della sicurezza e la ricostruzione di Gaza a un gruppo di Paesi arabi. È il piano per il dopoguerra delineato da Mohammed Dahlan, ex capo dei servizi di sicurezza palestinesi a Gaza, da tempo considerato uno dei potenziali leader di un futuro stato palestinese. Un progetto che sembra trovare una prima conferma nelle indiscrezioni secondo cui Hamas sarebbe disponibile ad appoggiare un governo “tecnocratico” di unità nazionale palestinese, cioè senza suoi membri a pieno titolo in posizioni ministeriali, accettando la cosiddetta “soluzione di due Stati” e riconoscendo Israele.

Una Bentley davanti all’ufficio

È lo stesso Dahlan a rivelare gli elementi fondamentali del piano in una rara intervista con il New York Times rilasciata ad Abu Dhabi, dove vive da anni e dove ha accumulato posizioni di influenza e denaro, testimoniate, notano gli inviati del quotidiano americano, dalla Bentley parcheggiata davanti al suo ufficio. Negli Emirati è diventato il consigliere per la Palestina del presidente Mohammed bin Zayed. In tale ruolo, la settimana scorsa Dahlan ha presentato il suo piano per Gaza agli emissari di sei Paesi arabi, tra i quali l’Egitto, con il cui presidente Al Sisi mantiene stretti rapporti personali.

Il piano di Dahlan

Un nuovo leader palestinese assumerebbe il potere a Gaza e nei Territori Autonomi governati dall’Anp in Cisgiordania., rimpiazzando Abu Mazen, che ricoprirebbe un ruolo onorifico. Nell’intervista Dahlan non dice chi potrebbe essere questo nuovo leader e indica di non avere interesse a ricoprire personalmente un incarico simile, ma secondo fonti emiratine continua ad avere aspirazioni di leadership a lungo termine. Un partito da lui controllato avrebbe potuto avere un peso chiave dopo le elezioni palestinesi annunciate e poi cancellate nel 2021. E Dahlan, affermano le stesse fonti, in questi ultimi anni ha costruito una rete di relazioni anche con Hamas, nonostante sia stato proprio il gruppo fondamentalista islamico, quando prese il potere nella Striscia nel 2007, a espellerlo da Gaza dopo violenti scontri armati, costringendolo all’esilio.

Su Hamas, nell’intervista, Dahlan lascia intendere che il gruppo jihadista, pur essendo responsabile dell’aggressione del 7 ottobre nel sud di Israele e avendo a lungo proclamato come obiettivo la distruzione dello Stato ebraico, potrebbe venire convinto a cedere il potere a Gaza, nel quadro della nascita di uno Stato palestinese.

“No Hamas, no Abu Mazen”, è la formula con cui riassume il futuro governo della Striscia e di un eventuale Stato di Palestina. Quanto a chi pagherebbe per ricostruire Gaza e per garantirne la sicurezza nell’interim, una volta conclusa la guerra con Israele, Dahlan assicura che, se ci sarà il progetto di creare uno Stato palestinese, dai Paesi arabi arriverebbe “un risoluto sì”, con Emirati, Egitto, Arabia Saudita e Qatar probabilmente in prima fila. “I più importanti Paesi arabi”, aggiunge Dahlan, “vogliono fare di tutto per risolvere il conflitto israeliano-palestinese. Il conflitto – precisa – non solo la guerra di Gaza”.

Il piano americano

Sulla strada del piano ci sono numerosi ostacoli, dalla dichiarata intenzione del primo ministro israeliano Netanyahu di distruggere Hamas alle divisioni all’interno dello stesso movimento fondamentalista. Ma lo scenario disegnato da Dahlan sembra seguire in buona parte il piano americano per una tregua a lungo termine, la liberazione degli ostaggi e in prospettiva una soluzione al conflitto israeliano-palestinese, discusso al Cairo questa settimana dai capi di Cia e Mossad, i servizi segreti di Usa e Israele, insieme a alti funzionari di Egitto e Qatar, alla presenza – nella capitale egiziana seppure non direttamente ai colloqui – di rappresentanti di Hamas.

La possibile svolta di Hamas

E una conferma indiretta che qualcosa si muove dietro le quinte viene dalle indiscrezioni riportate stamane da fonti arabe sul Jerusalem Post, secondo cui Hamas avrebbe comunicato al presidente dell’Anp Abu Mazen di essere pronta a formare a Gaza dopo la guerra un governo tecnocratico, ossia costituito da tecnici esterni all’organizzazione jihadista. Altre fonti, citate dal quotidiano saudita Asharq al Awsat, riportano che Abu Mazen ha discusso l’ipotesi di un governo di unità nazionale palestinese con l’emiro del Qatar Tamin al Thani e che Hamas potrebbe aderire all’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (Olp), a patto che questa fusione sia inserita in un orizzonte politico che contempla la creazione di uno stato palestinese lungo i confini del 1967 con Gerusalemme est come capitale: in sostanza l’idea attorno a cui le due parti, israeliani e palestinesi, hanno negoziato dal 1993 in poi, seppure con varie modifiche, e che ora il presidente americano Biden rilancia insieme a una pace fra Israele e Arabia Saudita in grado di fare sbocciare un nuovo Medio Oriente. Tutti sviluppi emersi dopo una visita di tre giorni di Abu Mazen e dei suoi consiglieri a Doha, la capitale del Qatar.

A lungo ritenuto un possibile successore di Abu Mazen, il 62enne Dahlan potrebbe essere uno dei registi di questa complessa operazione, per candidarsi magari in un secondo tempo al posto di presidente del futuro stato di Palestina. Considerato il più moderato fra i candidati alla leadership, l’ex-capo dei servizi di sicurezza palestinesi a Gaza ha fama di essere gradito agli Stati Uniti e a Israele, mentre era giudicato anche per questo poco fidato, se non un traditore, da Hamas e dallo stesso Abu Mazen, con il quale ebbe una dura rottura dopo avere abbandonato Gaza. Ma le cose possono cambiare, specie in nome di una causa comune, se il premio finale fosse lo Stato palestinese. Talvolta, insegna la storia mediorientale, dalla guerra nasce la pace, come accadde nel 1979 con l’accordo fra Israele ed Egitto, sei anni dopo il conflitto dello Yom Kippur.

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Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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