“Una scelta che ci pesa molto ma inevitabile”, fa sapere Luigino Marchesini, presidente del Consorzio, nel chiedere “la sospensione dei mutui e risolvere la questione previdenziale”. Prima dell’arrivo del granchio blu a raccogliere le vongole andavano le cooperative alternandosi tra di loro, ma a differenza del passato quando venivano pescati 330 quintali si è arrivati a raccoglierne 7-8 quintali. Critica anche la situazione in Emilia Romagna, tra Goro e Comacchio, dove le cooperative che lavorano nelle aree dove l’acqua è più bassa cercano di tutelare la semina del novellame con delle recinzioni.
E proprio in vista dellla primavera, i pescatori confermano che negli ultimi giorni i granchi iniziano a muoversi molto. “I cambiamenti climatici rendono complicato fare ipotesi sui comportamenti di questa specie che va ancora molto studiata – spiega Mattia Lanzoni ricercatore in ecologia dell’Università di Ferrara – in grado di creare in mare colonie fino a 3 miglia dalla costa e nelle acque interne fino a 120 chilometri dalla foce di fiumi. In inverno l’attività predatoria del granchio blu diminuisce per ripatire a pieno regime con il caldo”. Paolo Tiozzo, vicepresidente Fedagripesca-Confcooperative fa sapere che “visto che a oggi abbiamo perso oltre il 70% delle vongole, dobbiamo trovare il modo di convivere con questo nuovo scenario per salvare il futuro di imprese e lavoratori. E per farlo occorre mettere in atto una strategia in due step: ridurre il più possibile il granchio blu attraverso un’azione massiccia di raccolta e smaltimento e in contemporanea avviare uno studio che ci consenta di raccogliere informazioni utili a disegnare scenari di gestione per questa emergenza”.
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