“Una medaglia ci vuole sempre – sorride Benedetta Pilato, oggi chiamata al doppio impegno con la staffetta mista serale che chiude al sesto posto – Sono contenta per la medaglia, però mi dispiace perché questa non è la migliore versione di me stessa”. Benedetta Pilato, dopo Federica Pellegrini (10) e Simona Quadarella (7), è diventata la terza italiana a collezionare almeno cinque podi individuali nei Campionati mondiali in vasca lunga. Una batteria a risparmiare energie e una serata da incorniciare, carica di rivincite contro la sfortuna. Sara Franceschi firma l’impresa che non t’aspetti e dalla corsia 8 conquista un pazzesco bronzo, soprendendo avversarie e commuovendo il padre nonchè allenatore Stefano che da bordo vasca sembra credere ai propri occhi, e si mette in tasca il pass olimpico. Una medaglia, contro le avversità, quella della polivalente spesso fermata dagli infortuni, l’ultimo ad ottobre, nei momenti in cui doveva spiccare il volo e adesso l’ha fatto in Qatar. L’oro è della britannica Freya Colbert e l’argento dell’israeliana Anastasia Gorbenko, che poi viene fischiata dal pubblico sia nel momento delle interviste a bordo vasca sia dopo la premiazione. “Dedico questa medaglia a mio nonno Claudio, che è venuto a mancare esattamente un anno fa, e a mio padre Stefano che mi è sempre stato vicino e che ha creduto in me anche nei momenti difficili – afferma Franceschi – E’ una medaglia incredibile, inaspettata perché ho passato un autunno non semplice.
E’ arrivato anche il pass olimpico e ciò mi consente di essere più serena”. Per l’Italnuoto è la seconda medaglia nella specialità e il secondo bronzo: il primo fu conquistato da Novella Calligaris a Belgrado 1973. Un po’ di giustificabile fatica e un dorso non incisivo come nelle recenti occasioni per Alberto Razzetti quinto nei 400 misti, dopo l’argento nei 200 farfalla e il terzo posto nei 200 misti per un Mondiale di alto livello. “Ero proprio stanco oggi – commenta Razzetti – ho provato a sorprendere gli avversari della corsia laterale ma non ci sono riuscito. Peccato, perché non sono andato neanche lontanissimo dal terzo posto. Tutto sommato sono contento: un quinto posto al mondiale. Settimana intensa, bilancio positivo. Ho nuotato oltre le mie aspettative. Sono soddisfatto”. La certezza della Carta Olimpica al mattino e un bronzo scintillante al pomeriggio.
La 4×100 mista non delude le aspettative e sale sul gradino più basso del podio, tornandoci dopo l’oro di Budapest 2022, trascinata da due campioni e galvanizzata da due giovani che nuotano in 3’31″59. Davanti ci sono solo gli Stati Uniti in 3’29″80 e l’Olanda in 3’31″23. Di altissimo livello la finale degli azzurri. Michele Lamberti (54″28) cambia al sesto posto; Nicolò Martienghi inserisce il turbo (57″97) e risale al terzo; posizione che mantengono un sorprendente Gianmarco Sansone (52″14) e Alessandro Miressi (47″20) che grazie ad un ultimo cinquanta in 25″19 accarezza anche il possibile sorpasso sugli olandesi.
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