“Abbiamo un punto in più rispetto
alla passata stagione. Ci manca la ciliegina di una vittoria con
una big. Ma sono certo che prima o poi arriverà”. Difficile dire
quanto fosse la speranza e quanta la convinzione che le cose
sarebbero potute andare così, nelle parole di Raffaele Palladino
alla vigilia. Il Monza supera 4-2 un Milan sceso in campo con un
attacco di seconde linee, rimodellato in corsa da Pioli e in
grado di riaprirla, prima del ko in pieno finale. Succede di
tutto allo U-Power, con il Monza che mai aveva fatto punti in A
contro i rossoneri e che una vittoria l’aveva ottenuta, in Coppa
Italia, solo 60 anni fa: era il 6 settembre 1964, a pochi metri
da lì John Surtees vinceva il Gp di Formula 1 davanti a Bruce
McLaren quando la doppietta di Molinari valse il 2-1 a spese di
un Milan quel giorno privo di Rivera, Altafini e Maldini. Un
Maldini c’è, questa volta, a partecipare alla festa Monza. Con
il rossonero Colombo che segna il 4-2 e non esulta. Tutto ciò
per dire che gli spunti di interesse non mancano, e che vivono
di fuochi d’artificio e led luminosi per la memoria di Silvio
Berlusconi, il presidente dei due club, poco prima dell’inizio.
Ma ci sono anche le novità tattiche di Palladino che schiera
difesa a 4 e il pacchetto offensivo rossonero che schiera Jovic
con Chuckwueze, Loftus-Cheek e Okafor in supporto. Turnover più
post Rennes, che pre ritorno di playoff d’Europa League, con la
sfida in Francia in programma giovedì. Alla vigilia, solo un gol
subito in più dal Monza rispetto al Milan, 22 punti più in su in
classifica in virtù di più del doppio delle reti messe a segno.
Dopo le fiammate iniziale, si gioca con reparti stretti e ritmo
non alto. Ma alla mezzora Djuric frusta di testa una palla che
scheggia l’incrocio. Di testa si scontrano Andrea Carboni, in
anticipo su Theo Hernandez, e Di Gregorio: gioco fermo a lungo,
poi il portiere alza bandiera bianca e gli subentra Sorrentino.
Sul rilancio, Thiaw prima stende Djuric e l’arbitro Colombo gli
concede il vantaggio, ma il tedesco abbatte pure Dany Mota: sul
dischetto va Pessina e il Monza chiude avanti il primo tempo. Ci
sarebbe anche il tempo per pareggiare i conti, negli otto minuti
di recupero della prima frazione: girata di Jovic in area, Pablo
Marì scherma di schiena. Poi al sesto di recupero, Colpani
intercetta in contropiede dopo uscita a vuoto di Bennacer, salta
Thiaw e d’esterno serve Mota, il cui destro a giro fa 2-0. La
ripresa si apre con il rosso a Jovic, dopo intervento del Var,
per aver tentato di colpire Izzo, con il quale l’attaccante
rossonero aveva ‘fatto scintille’ poco prima. Pioli aveva appena
buttato nella mischia gli attaccanti di riferimento e in
inferiorità la riapre: Pulisic prolunga di testa un cross dalla
destra e Giroud sguscia alle spalle di Izzo per il 2-1. Pulisic
la riapre con un tiro a incrociare dalla sinistra allo scadere e
la partita sembra finire lì. Ma Bondo imita Pulisic dall’altra
parte e fa 3-2, con emozione strozzata dal Var, prima della
convalida. Prima che Colombo in pieno recupero confezioni la
torta che Palladino aspettava, mettendoci la ciliegina.
Palladino esulta, Pioli si mangia le mani per il primo tempo. E
soprattutto per il mancato sorpasso alla Juve.
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