Diario da Gaza – Quelle preghiere senza moschee e la minaccia militare sul Ramadan

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RAFAH — Dopo una notte di pioggia a Rafah è tornato il sole, e ora la nuova battaglia da combattere è quella contro il fango che ha invaso le tende e le strade. Non ci sono stati scontri o assalti al valico, la situazione è più tranquilla rispetto ai giorni scorsi ma il motivo di questa calma apparente è inquietante: i camion con gli aiuti non stanno più entrando nella Striscia e se continua così presto ci sarà una crisi ancora più grave. Già l’assistenza che arrivava era insufficiente, cibo e medicine bastavano a malapena a soddisfare le esigenze del 5 per cento della comunità. Ora non abbiamo nemmeno più quelle.

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Ad aggravare la situazione le notizie che giungono da Israele ci fanno temere settimane ancora più buie. Tutti qui parlano di quello che ha detto Benny Gantz, il ministro del gabinetto di guerra, ovvero che gli israeliani attaccheranno Rafah se Hamas non libererà gli ostaggi entro l’inizio del Ramadan, che quest’anno sarà a partire dal 10 marzo. È uno scenario sconvolgente non solo per i palestinesi credenti di Rafah, ma per tutta la comunità musulmana palestinese, in Cisgiordania, a Gerusalemme Est, nelle città arabo-israeliane. Il mese sacro è il momento dell’unità, con la propria famiglia, la propria comunità, il momento del digiuno e della cena condivisa, una esperienza di pace che difficilmente potrà essere vissuta nelle prossime settimane. Non abbiamo molte speranze che la comunità internazionale riesca a fermare l’operazione militare prima del Ramadan. La guerra ha già spezzato il rito della preghiera, pregare in moschea a Rafah oggi è pericoloso.

Dall’inizio dell’invasione Israele ha preso di mira molti luoghi di culto musulmani, così come le persone che li frequentavano. Il motivo è che vengono considerati covi di militanti ed estremisti. Chi viveva intorno alle moschee ha lasciato le proprie case perché a rischio. La maggior parte delle moschee ora sono chiuse o vuote o distrutte. Molti percorrono chilometri per trovare una moschea sicura in cui pregare. Nel quartiere al Salam di Rafah ne è rimasta soltanto una ancora frequentata perché si pensa che non appartenga a nessuna fazione politica e che quindi non verrà colpita. Le persone ci vanno soprattutto alla mattina presto. La maggioranza dei credenti di Gaza però prega a casa o si riunisce davanti alle tende se non piove. La mancanza di un rito importante come questo aumenta la frustrazione.

Ora è arrivata anche la minaccia che Israele limiterà gli accesi alla Spianata delle Moschee durante il mese sacro, una decisione che è stata accolta come «una violazione della libertà di culto» da parte di Hamas che ha invitato i palestinesi a “mobilitarsi». Ho parlato con diversi amici a Gerusalemme e in Cisgiordania e sono tutti molto arrabbiati, la considerano “una guerra di religione” da parte di un governo composto per metà da estremisti.

Nel frattempo Israele continua a inviare messaggi agli abitanti di Gaza chiedendo loro di dare informazioni su ostaggi e carcerieri in cambio di denaro. Uno dei messaggi dice: «Sei interessato a un futuro migliore per la tua famiglia?», accompagnato da numeri a cui chiamare con la garanzia che le informazioni e le identità delle persone che le forniscono verranno protette. Ma non credo che in questo clima qualcuno sia disposto a collaborare con Israele.

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Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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