(di Michela Nana)
Si scatena la battaglia dei dati
sulla qualità dell’aria di Milano, con l’allarme smog che in
queste settimane è tornata ad occupare le cronache e a destare
preoccupazione. Secondo la classifica della società svizzera
IqAir la metropoli milanese risulta in questi giorni la terza
città più inquinata del mondo, subito dopo le città cinesi e
quelle indiane. Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, contesta i
dati. A rilevare però il superamento dei limiti previsti per
l’inquinamento è anche l’Arpa, l’Agenzia regionale per la
protezione dell’ambiente, tanto che domani in città e altre
sette province della Lombardia scatteranno le misure antismog di
primo livello.
La polemica nasce però dalla classifica della società
svizzera che misura ‘live’ la qualità dell’aria e mette Milano
sul podio come una delle peggiori: risulta “non salutare”,
preceduta solo da Chengdu in Cina e da Dhaka in Bangladesh. Al
quarto posto, quindi leggermente meglio di Milano, c’è Delhi in
India. I dati della società svizzera, che si occupa di
sviluppare prodotti per il monitoraggio della qualità dell’aria
e per la pulizia dell’aria, sono stati ripotati da molti media e
condivisi sui social ma a polemizzare su questo tipo di
classifiche è il sindaco Giuseppe Sala. “Sono rivelazioni
estemporanee fatte da un ente privato, io sono anche seccato di
dover rispondere a domande su questioni che non esistono – dice
il sindaco polemizzando con il giornalista che gli ha chiesto
conto della classifica -. Noi stiamo lavorando per migliorare
l’aria, Arpa dice che è migliorata anche se io sostengo che non
è abbastanza. Parliamo di cose serie e questa non è una cosa
seria”, conclude sottolineando che si tratta di notizie da
social.
Il sito IqAir, che si basa sull’indice di qualità dell’aria
degli Usa (Us Aqi) segnala che la concentrazione di Pm2.5
attualmente è 22,3 volte il valore guida annuale della qualità
dell’aria indicato dall’Oms. “L’appello è a seguire i dati di
Arpa e a contestare, se mai, le decisioni che prendiamo –
prosegue Sala -. Stiamo chiamando anche Regione Lombardia al
tavolo perché è chiaro che Milano da sola può fare fino a un
certo punto”. È solo di pochi giorni fa la polemica accesa, con
scambio di battute a distanza, tra Sala e il governatore
lombardo Attilio Fontana che aveva criticato le politiche anti
smog del Comune, per poi sentirsi dare del “bradipo” dal
sindaco, che a sua volta aveva criticato l’immobilismo della
Regione sul tema.
A segnalare lo stato, scarso, della qualità dell’aria a
Milano sono però anche i dati di Arpa, l’Agenzia regionale per
la protezione dell’ambiente, tanto che domani in città e altre
sette province della Lombardia scatteranno le misure antismog di
primo livello (con fra l’altro il divieto di circolazione delle
auto benzina fino a euro 1 e diesel euro 4 dalle 7:30 alle 19:30
tutti i giorni e non solo dal lunedì al venerdì). La centralina
localizzata nel centro di Milano segnava ieri per il Pm10 una
concentrazione media di 136 microgrammi per metro cubo, quando
il limite indicato dall’Unione europea è di 50, e per il Pm2,5
118 microgrammi per metro cubo, quando il limite indicato
dall’Oms è di 15. Per il Pm10 dall’inizio dell’anno ci sono
stati 17 giorni di superamento dei valori e per il Pm2,5.
Legambiente Lombardia segnala da parte sua come la qualità
dell’aria in Regione non è mai stata così pericolosa
dall’inverno del 2017 e le “istituzioni sono ferme al palo”.
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