Secondo Osechkin, che ha citato una fonte che lavora nella colonia penale artica dove Navalny è morto venerdì, i lividi trovati sul corpo dell’oppositore sono compatibili con la tecnica del “pugno unico”. Prima della sua morte, Navalny, 47 anni, era stato costretto a trascorrere più di due ore e mezza in uno spazio di isolamento all’aperto dove la temperatura poteva scendere fino a -27 gradi, ha detto Osechkin. Di norma i detenuti non vengono tenuti all’aperto per più di un’ora.
Un tribunale dell’estremo nord russo esaminerà il mese prossimo una denuncia presentata dalla madre di Navalny, alla quale viene impedito di vedere il corpo del figlio: lo hanno reso noto i suoi collaboratori. Lyudmila Navalnaya si è recata nella remota prigione IK-3 dove suo figlio è morto, ma da sabato, quando è arrivata, le è stato impedito di vedere la salma.
Secondo l’agenzia di stampa Tass, la corte ha ricevuto una denuncia per “atti illegali” e l’udienza si svolgerà a porte chiuse. Il tribunale della città artica di Salekhard esaminerà il caso il 4 marzo, riferiscono i collaboratori.
Il responsabile della fondazione anti-corruzione di Navalny, Ivan Zhdanov, aveva fatto sapere ieri che Lyudmila Navalnaya aveva presentato la denuncia accusando il Comitato investigativo russo di inazione nel consegnare la salma del dissidente. Navalny era il principale avversario politico di Putin ed è morto il 16 febbraio in un carcere nell’Artico dove era rinchiuso per motivi politici e dopo aver denunciato per tre anni di essere vittima di gravi soprusi dietro le sbarre.
Ambasciata russa, ‘Navalny affare interno, accuse inaccettabili’
La morte di Navalny “è una questione interna che riguarda solo la Russia, che sta effettuando le perizie e gli accertamenti necessari per individuare le cause reali dell’incidente”. E’ il commento dell’ambasciata di Mosca dopo la convocazione di Paramonov alla Farnesina. “All’ambasciatore – si legge in una nota – sono state manifestate alcune valutazioni politicamente faziose sulla situazione politica interna russa”. Da parte russa, “è stato sottolineato che i tentativi degli occidentali di strumentalizzare politicamente la morte di Navalny, nonché di formulare accuse di vario genere contro Mosca, sono inutili e inaccettabili”.
La Farnesina all’ambasciatore russo: ‘Chiarezza su Navalny’
Su indicazione di Tajani ,l’ambasciatore russo Paramonov è stato convocato alla Farnesina e gli è stata esposta “l’aspettativa dell’Italia che sia fatta piena chiarezza sulle circostanze della scomparsa di Navalny, condannato a scontare una detenzione in condizioni durissime per la sua attività politica e la sua lotta contro la corruzione.
In linea con altri partner Ue, l’Italia, che difende i valori di libertà e democrazia, continuerà a invitare la Russia a porre fine all’inaccettabile persecuzione del dissenso politico e a garantire il diritto alla piena libertà di espressione, senza alcuna limitazione dei diritti civili e politici”.
Navalny: canale Telegram, arruolati 6 manifestanti fermati
Un canale Telegram indipendente russo, Rotonda, ha affermato che sei uomini fermati durante le manifestazioni di cordoglio a San Pietroburgo per la morte di Alexei Navalny hanno ricevuto avvisi di arruolamento nelle forze armate. “Sei uomini fermati nelle manifestazioni spontanee in memoria di Navalny hanno ricevuto avvisi per presentarsi agli uffici di arruolamento dopo essere stati rilasciati da un centro di detenzione provvisoria”, scrive il canale, citando “una fonte” non precisata.
Gli avvisi sarebbero stati consegnati ai fermati da agenti di polizia che li hanno raggiungi nel centro di detenzione invitandoli a presentarsi agli uffici di reclutamento entro pochi giorni. Nei giorni scorsi, secondo l’ong Ovd-Info, che cura la tutela legale dei detenuti, in totale 397 persone sono state fermate in quasi 40 città russe mentre partecipavano ai raduni deponendo fiori per Navalny su improvvisati memoriali, ma la maggior parte sono stati rilasciati. Soltanto 78 risultano ancora in custodia.
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