All’inizio del 2024 è stato condannato a sei mesi di carcere, accusato di non rispettare le norme a tutela del lavoro. “Oggi ci siamo riuniti per dire che Yunus c’è e con lui ci sono tutte le persone che credono nella sua visione”, ha sottolineato Giuseppe Torluccio, vicepresidente di Fondazione Yunus Italia e docente dell’Alma Mater. Il premio Nobel ha partecipato all’incontro in collegamento video dal suo Paese.
“La situazione è terribile – ha confermato, negli ultimi giorni si sarebbero intensificate le persecuzioni contro di lui ed è stato destituito da tutte le cariche sociali degli enti del microcredito – per aiutarmi continuate a costruire tra i giovani nuove esperienze legate al social business e tenete viva l’attenzione da parte delle istituzioni e dei media italiani affinché non si affievolisca l’interesse verso la verità in merito a ciò che sta succedendo”.
Yunus ha raccontato che “il momento è particolarmente drammatico perché sta avvenendo l’espropriazione illegale di strutture Grameen che si occupano di social business in tutto il mondo – ha proseguito – tenere alta l’attenzione è ciò che chiedo a tutta la comunità mondiale legata a una nuova visione del mondo a 3 Zeri, zero povertà, zero diseguaglianze, zero inquinamento. In questo momento, l’abbraccio di tanti volti amici mi riempie di gioia e non ci fa sentire soli”. Il legame del prof. Yunus con la città di Bologna è particolarmente stretto, tanto che nel 2015 gli è stata conferita la cittadinanza onoraria da parte del Comune e prima ancora nel 2004 la laurea ad honorem dall’Università. Lo scorso 17 gennaio è stato firmato il manifesto “Bologna con Yunus”, promosso dalla Fondazione e dal Comune, recentemente firmato anche da Romano Prodi.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA