Chi ha più da perdere da questo primo test elettorale del 2024 sono senza dubbio Giorgia Meloni ed Elly Schlein. Da quando è arrivata a Palazzo Chigi la premier non è mai uscita sconfitta da un appuntamento con le urne. Se la Sardegna si rivelasse un flop per il centrodestra sarebbe lei a subirne le maggiori conseguenze e a finire inevitabilmente sul banco degli imputati. Anche perché è stata Meloni a imporre il candidato del centrodestra. Paolo Truzzu sindaco di Cagliari, che tra i suoi cimeli sfoggia un tatuaggio con su scritto TRUX sul bicipite non certo possente, è stato voluto dalla premier al posto del governatore uscente sostenuto dalla Lega Christian Solinas.
L’altro giorno Andrea Crippa, che di Salvini da sempre traduce il pensiero, stigmatizzava la scarsa partecipazione della presidente del Consiglio alla campagna elettorale sarda: “Ci hanno imposto il candidato e ora tocca a noi fargli la campagna elettorale”. Il clima insomma non è idilliaco. E lo conferma anche la mancata intesa nel centrodestra sulle altre candidature (Basilicata, Firenze, Bari, Lecce) di questa lunga campagna elettorale che culminerà nelle Europee dell’8-9 giugno.
Partire con una sconfitta non è certo un buon viatico. Vale per tutti ovvio. Anche per Elly Schlein. La leader del Pd non è messa bene. Ha scelto l’intesa con M5s dando il via libera alla candidatura della pentastellata Alessandra Todde negando le primarie che una parte dei dem pretendeva. Non è da escludere che una percentuale di elettori democratici il 25 febbraio decida così di dare il proprio consenso all’ex governatore ed ex Pd Renato Soru.
Quanto a Conte per il leader M5s si tratta di un match win win. Se Todde dovesse perdere imputerà la sconfitta alla spaccatura tra i dem e al mancato sostegno delle altre liste del centrosinistra. Se invece a sorpresa dovesse vincere (gira un sondaggio in cui si parla di un testa a testa tra Todde e Truzzu) se ne prenderà il merito avendo imposto lui la candidata all’alleato.
Quanto a Salvini, per il vicepremier leghista conterà certamente il risultato del partito. Il confronto con le precedenti regionali sarde potrebbe rivelarsi doloroso. Allora la vittoria di Solinas aprì la strada alla lunga marcia che portò il Capitano alle Europee del 2019 a superare il 34%. Certo, se Truzzu non dovesse farcela potrebbe attribuire la responsabilità maggiore ai “Fratelli” della premier scrollandosi di dosso almeno un po’ dell’immagine di perdente che gli hanno appiccicato dal post Papete.
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