La politica si muove per mettere fine a quella che sembra una strage infinita. Dall’inizio dell’anno sono già 78 i femminicidi commessi. Una strage silenziosa che colpisce donne di tutte le età ed estrazioni sociali. Donne uccise da mariti, compagni. corteggiatori. Da persone che dichiaravano di amarle. Il 7 settembre è arrivato il via libera definitivo della Camera al disegno di legge – prima firmataria Giulia Bongiorno (Lega) – , che interviene su uno degli aspetti delle regole da seguire nei procedimenti per delitti di violenza domestica e di genere, incidendo sul cosiddetto “codice Rosso”, la legge 69/2019. Il testo ha ottenuto 200 voti favorevoli, nessun contrario e 61 astenuti (Pd e Avs). Un unico articolo, con due diverse modifiche al decreto legislativo 106/2006, che reca disposizioni in materia di riorganizzazione dell’ufficio del pubblico ministero.
Arriva l’obbligo per il pubblico ministero di assumere informazioni dalla persona offesa o da chi ha denunciato i fatti di reato entro tre giorni dall’iscrizione della notizia di reato. Una tempistrica già prevista dalla normativa, ma poco rispettata. La novità prevede che, qualora il magistrato designato per le indagini non abbia rispettato il termine, il procuratore della Repubblica possa revocargli l’assegnazione e assumere, senza ritardo, le informazioni dalla persona offesa o da chi ha presentato denuncia direttamente o tramite assegnazione a un altro magistrato dell’ufficio.
Fra le novità è previsto che il procuratore generale presso la Corte d’appello acquisisca con cadenza trimestrale dalle procure della Repubblica del distretto i dati sul rispetto del termine dei tre giorni e invii al procuratore generale presso la Corte di cassazione una relazione almeno semestrale.
«Quando una donna denuncia chiede aiuto allo Stato e l’aiuto deve essere immediato. Nonostante l’esistenza del codice rosso del 2019 abbiamo assistito a una serie di femminicidi dopo la denuncia e questo è intollerabile perché, se non aiutata tempestivamente, la donna viene tradita dallo Stato». Lo ha detto la presidente della commissione Giustizia del Senato Giulia Bongiorno (Lega), parlando dei femminicidi. con la nuova legge arriva «un rafforzamento della legge sul codice rosso che prevede che il procuratore capo di fronte a ritardi o inerzie da parte del procuratore che sta istruendo il fascicolo può revocarglielo e assegnarlo a chi può intervenire tempestivamente. Sono nuovi poteri di vigilanza e controllo. Da ieri esiste un rimedio in più».
Sul tema della violenza contro le donne è intervenuto il capo dello Stato Sergio Mattarella. «Non c’è libertà, oggi, quando una persona è vittima di molestie e violenze fisiche o morali – ha sottolineato il presidente della Repubblica in un messaggio inviato al Corriere della Sera in occasione della decima edizione del Tempo delle Donne -. La violenza contro le donne in Italia, in questi ultimi mesi, ha continuato a manifestarsi con numerosi casi di assassinio e di stupro. Questa intollerabile barbarie sociale richiede un’azione più consapevole di severa prevenzione, concreta e costante. A questa si deve affiancare, nell’intera società, un impegno educativo e culturale contro mentalità distorte e una miserabile concezione dei rapporti tra donna e uomo».
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