Addio maxi sanzioni fino al 240%. Chi commette violazioni in materia di tasse pagherà al massimo il 120% dell’ammontare dovuto. Ma le sanzioni saranno ridotte anche di più, in media ad un terzo. Con il decreto legislativo sulle sanzioni tributarie, che ha ottenuto il 21 febbraio il via libera preliminare del consiglio dei ministri, arriva la revisione complessiva del sistema, che interviene sia sul fronte amministrativo che su quello penale, con la riduzione delle sanzioni, la revisione dei rapporti tra processo penale e processo tributario e l’introduzione di meccanismi di compensazione tra le sanzioni da irrogare e quelle già irrogate.
«Prosegue senza sosta la rivoluzione fiscale del governo, mirata a costruire un sistema più equo e giusto a vantaggio di cittadini e imprese», sottolinea il viceministro all’Economia Maurizio Leo, che mette a terra il nono decreto attuativo della riforma approvata la scorsa estate. L’obiettivo è semplificare il sistema eliminando sovrapposizioni, ma anche rendere più facilmente esigibili i crediti dei contribuenti. Per quanto riguarda in particolare le sanzioni amministrative «verranno ridotte da un quinto a un terzo, avvicinandole ai parametri europei e introducendo un principio di maggiore proporzionalità», spiega.
Sul fronte penale, invece, «verranno adeguate le norme relative alla non punibilità agli indirizzi emersi dalla giurisprudenza, aiutando chi non può pagare per cause di forza maggiore, chi decide comunque di mettersi in regola, anche attraverso la rateizzazione, pagando l’intera imposta, le sanzioni (ridotte) e gli interessi, spiega il viceministro, che assicura: «verranno invece colpiti i comportamenti fraudolenti, simulatori ed omissivi a danno del fisco». Lo Stato infatti, sottolinea, «deve venire incontro ai contribuenti onesti, ma non può e non deve abbassare la guardia nei confronti di coloro che fanno i furbi».
È previsto inoltre lo stop alla confisca del patrimonio se si sta estinguendo il proprio debito tributario con la rateizzazione. «Salvo che sussista il concreto pericolo di dispersione della garanzia patrimoniale desumibile dalle condizioni reddituali, patrimoniali o finanziarie del reo, tenuto altresì conto della gravità del reato – specifica il fisco – il sequestro dei beni finalizzato alla confisca (…) non è disposto se il debito tributario è in corso di estinzione mediante rateizzazione, anche a seguito di procedure conciliative o di accertamento con adesione, sempre che, in detti casi, il contribuente risulti in regola con i relativi pagamenti».
Si volta dunque pagina rispetto ad un sistema che lo stesso Leo ha più volte definito «da esproprio», con sanzioni fino al 240%: ora di fatto non si andrà oltre il 120% del dovuto. Questa sarà la sanzione se non si presenta la dichiarazione dei redditi e dell’Irap o la dichiarazione del sostituto d’imposta. Mentre se si dichiara meno dell’accertato o del dovuto, la sanzione, passa dall’attuale 90-180%, al 70%. Viene però aumentata (anziché della metà, “dalla metà al doppio”) in caso di comportamento fraudolento.
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