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Vedere sui giornali il volto stravolto dal pianto della madre di Aleksei Navalny sotto la neve, fuori dalla colonia penale IK-3 in Siberia dove è morto il figlio, provoca un’emozione senza eguali che ci tocca nel profondo. La sua figura, così vulnerabile eppure così potente nella sua umanità, ricorda le rappresentazioni della Mater Dolorosa, la madre addolorata che ha trovato espressione nelle opere di artisti del calibro di Michelangelo e Caravaggio. Queste immagini, che hanno attraversato i secoli, parlano di un dolore così profondo e universale da diventare simbolo di ogni sofferenza umana.

L’appello a Putin “restituiscimi il corpo di mio figlio” è straziante. E’ senza odio, solo dolore. E’ il cuore spezzato di una umile madre che reclama davanti al potere illimitato la restituzione di suo figlio morto. È la risonanza di un dolore che non conosce confini, quello di una madre di fronte all’assurdità di una perdita troppo grande per essere compresa. E’ una scena archetipica che ci accompagna da quando siamo  per la prima volta in una chiesa o in un museo o quando l’abbiamo vista sui libri di scuola. Il volto della madre di Navalny è il volto di tutte le madri che hanno perso un figlio. Quel figlio che non le hanno ancora restituito. Così come i grandi artisti del nostro Rinascimento hanno saputo rappresentarlo. Il dolore di una madre che perde il figlio è universale e atemporalmente potente.

Questo è il motivo per cui la figura della Mater Dolorosa, la madre sofferente, ha avuto così grande fortuna nella letteratura e nelle arti figurative. Dalla lauda “Donna de Paradiso” di Jacopone da Todi allo  Stabat Mater : “Stava la madre addolorata / piangente ai piedi della croce / su cui era appeso il figlio”. Un’immagine che ha attraversato i secoli, dalla lauda medievale all’arte rinascimentale. Nelle arti figurative, l’immagine del dolore di Maria è trattata in tantissimi quadri corrispondenti ai momenti topici della Passione, da Giotto nel Compianto sul Cristo Morto, alla Pietà di Annibale Carracci, alla deposizione del Caravaggio, alla Crocefissione di Masaccio, fino ai più sconosciuti pittori delle chiese di campagna. E poi, come non menzionare il più celebre dei manufatti sul tema della Pietà, in cui la Mater dolorosa tiene sulle ginocchia il corpo senza vita di Gesù: la Pietà scolpita da Michelangelo tra il 1497 e il 1499.  

Ma per completare il tema della pietà la “mater” Lyudmila dovrà riavere tra le braccia il corpo senza vita del figlio Aleksei Navalny. Il suo corpo è ancora trattenuto nella prigione dove è morto per svolgere, secondo le autorità, gli esami tossicologici e verificare la causa di morte. Anche se in tutto il mondo libero si attribuisce a Putin e al suo regime la responsabilità della morte del dissidente russo. Ieri, in un video pubblicato su X, la moglie di Navalny Yulia ha sostenuto che le autorità russe starebbero nascondendo il corpo in attesa che le tracce degli agenti nervini utilizzati per uccidere il dissidente scompaiano del tutto.

Mentre il mondo osserva, il caso di Navalny si trasforma da una questione politica a un simbolo universale della lotta tra la dignità umana e la brutalità del potere. La decisione di trattenere il corpo di Aleksei diventa un atto finale di violenza, un tentativo di cancellare non solo l’uomo ma anche il dolore e la memoria di coloro che lo hanno amato. Chissà se Putin, sempre molto attento alla propaganda, abbia considerato l’impatto sull’opinione pubblica mondiale della figura della madre di Navalny mentre, davanti al gulag dove ha trovato la morte suo figlio, ne reclama il  corpo.

Il suo appello a Putin non è solo per il ritorno del corpo di suo figlio ma per il riconoscimento della sua umanità e di quella di tutte le vittime dell’oppressione. La sua lotta è un richiamo alla coscienza del mondo, un promemoria che, di fronte al dolore universale di una madre, nessun potere può restare indifferente.  Il dolore materno è il leitmotiv che attraversa i secoli. E’ un sentimento universale che tutti possiamo comprendere e che ci tocca nel profondo. Un’arma che potrebbe essere più potente dei cannoni russi che quotidianamente bombardano l’Ucraina.

 

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Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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