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VLAHOVIC E CHIESA ANCORA ALLA JUVE? – “Sono valutazioni che si fanno in questi mesi e non si possono fare settimana per settimana, perchè nelle settimane in cui Vlahovic non segnava, si diceva che se arrivavano settanta milioni di euro, si poteva procedere alla cessione. Adesso che si è messo a segnare, Vlahovic è tornato a essere intoccabile. Addirittura c’è chi sacrificherebbe Chiesa, perchè, da quando è tornato dall’infortunio, è tornato con alti e bassi. Quello che posso dire è che non bisogna mai prendere le decisioni a caldo o di petto: ci vogliono ragionamenti ponderati, che si fanno anche in prospettiva. Ma tutto dipenderà dalla guida tecnica: ci sarà Allegri o no? Noi possiamo fare delle supposizioni, ma sono delle valutazioni che, poi, nei dettagli, sta valutando la società. io potrei dire che non sacrificherei nessuno dei due e che ripartirei con loro, perchè uno è del 2000 e l’altro è del 1997. Quando sta bene, quest’ultimo dimostra sempre di essere il giocatore italiano più forte che abbiamo. Però, poi ci sono altre valutazioni che possono essere sia di natura economica per il bilancio della società che di natura tecnica, in cui magari è lo stesso allenatore che acconsente alla cessione di uno dei due giocatori. Poi, però, magari arriva un altro allenatore che dice che può fare a meno di tutti e due e che è convinto di acquisire altri giocatori da conciliare con le esigenze della società“.
ANALISI DELLA CRISI DELLA JUVENTUS – “C’è un complesso di tante cose: la prima sta nel fatto che la Juventus ha fatto tanti risultati in serie, qualche volta giocando bene e non giocando bene in altre occasioni. Forse, quella consapevolezza e quella forza che la Juventus pensava di avere esattamente come l’Inter, alla fine, è venuta meno nello scontro diretto. E ciò è strano, perchè dopo la sconfitta in uno scontro diretto, una squadra pensa subito a rialzare la testa nella partita successiva, anche perchè conta sul fatto che la rivale può perdere punti contro la piccola di turno. Invece, il pareggio contro l’Empoli, che è nato sotto i più cattivi auspici per l’espulsione di Milik, è arrivato con la consapevolezza che anche in dieci contro undici si poteva fare di più. La partita di Milano è andata persa, soprattutto nel primo tempo, per via di un atteggiamento remissivo. L’Inter non ha vinto solo ai punti, ma ha dimostrato di essere più forte della Juventus. Di conseguenza, la partita contro l’Udinese è stata una brutta partita, perchè affronti una squadra che vive di fisicità. Se l’Udinese non ti fa respirare a livello di energie fisiche, rischi di subire, perchè si va contro proprio la forza dell’Udinese. Purtroppo, la gara contro i friulani è andata proprio in quel modo.
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