La sfida è ancora aperta. E nell’ultima settimana di campagna elettorale per le regionali della Sardegna (rinnovo del Consiglio e elezione del presidente) gli schieramenti si lanciano nello sprint finale con iniziative porta a porta, dibattiti e comizi in piazza con tanto di leader nazionali a supporto. In questo scenario non mancano gli attacchi incrociati in cui si tirano in ballo indipendenza da Roma, capacità nel saper gestire aziende o la Pubblica amministrazione e gli strappi che hanno caratterizzato i giorni in cui sono state fatte le scelte decisive. In campo quattro candidati alla carica di governatore: due donne e due uomini e 25 liste per una platea che vede il centrodestra unito, il centrosinistra spaccato e una frangia di indipendentismo regionale.
A correre per il centrosinistra, in quello che è stato definito «l’esperimento nazionale di campo largo» c’è Alessandra Todde, 55 anni di Nuoro, con ingegnere informatico con un passato da manager prima di essere nominata sottosegretario e vice ministro nei Governi Conte e Draghi e attuale numero due del Movimento Cinque stelle. A sostenerla il M5S, il Partito democratico, Alleanza verdi sinistra, Sinistra Futura, i Progressisti, il Psi Sardi in Europa, Fortza Paris e le civiche Demos, Orizzonte Comune, Uniti per Todde. Nell’entourage della candidata c’è ottimismo e si lavora per «recuperare il più possibile voti». Compresi quelli che un tempo erano degli avversari. Giusto per far un esempio: nella rossa Carbonia dove sei anni il Movimento Cinque Stelle divenne primo partito (situazione poi capovolta alle ultime Comunali e Politiche) proprio oggi, a sostegno di Alessandra Todde ci sarà il “soccorso rosso” di Pierluigi Bersani con la segretaria Elly Schlein.
Il centrodestra, dopo le contrapposizioni interne e la mancata conferma del governatore uscente Christian Solinas, il sardista che non si è candidato neppure alla carica di consigliere regionale, corre con Paolo Truzzu, esponente di Fratelli d’Italia ed ex consigliere regionale e attuale sindaco di Cagliari. A sostenere Truzzu uno schieramento di 9 liste. In corsa i Riformatori sardi, composizione di centro destra che si ispira a Mario Segni ma presente solo in Sardegna, l’Udc, la Lega, Il Partito Sardo D’Azione, Forza Italia, Sardegna al centro 2020, Fratelli d’Italia, Dcr con Rotondi e lo schieramento composto da Pli e Alleanza Sardegna. A sostegno del candidato governatore in Sardegna si è registrato, e prosegue sino alla fine, lo sbarco dei pezzi da novanta del Governo. Dal ministro e leader della Lega Matteo Salvini al ministro Giorgetti. Non solo, per mercoledì è previsto a Cagliari l’evento di chiusura della campagna elettorale con la partecipazione della premier Giorgia Meloni, di Matteo Salvini e di Antonio Tajani. Nel centrodestra c’è chi spera nel buon risultato del terzo candidato. Ossia Renato Soru, già governatore della Sardegna (dal 2004 al 2009) poi segretario del Pd ed eurodeputato.
Soru è in campo con una sua coalizione composta da cinque liste: la sua Progetto Sardegna (formazione fondata proprio per partecipare alle elezioni del 2004), la lista indipendentista Liberu, l’altra lista composta da +Europa, Azione e Upc, la lista Vota Sardegna e Rifondazione comunista. A sostegno di Soru c’è Azione di Calenda che corre, appunto, con +Europa e inoltre anche alcuni esponenti del Pd che hanno deciso di aderire al progetto della cosiddetta “Rivoluzione gentile”. In questa partita elettorale Soru ha incassato anche il sostegno di Italia Viva che però non è presente con il simbolo.
Corre, invece in solitaria Lucia Chessa, insegnante di lettere e leader alla guida della lista Sardegna R-esiste. Lucia Chessa è la leader dei Rossomori, un partito autonomista e indipendentista nato alcuni anni fa in Sardegna con l’intento di riunire le anime sardiste e indipendentiste. Nella sua campagna elettorale nessun big, come ha sottolineato nei diversi comizi, ma incontri nei territori e iniziative nelle piazze. Da Lucia Chessa, che per dieci anni è stata anche sindaca di Ausitis, un paese del nuorese, un attacco anche alle altre formazioni per la presenza dei big provenienti dalla penisola. Il conto alla rovescia per l’appuntamento di domenica è comunque iniziato con una serie di iniziative che termineranno venerdì prima del silenzio elettorale.
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