Un anno di reclusione, di cui sei mesi con la condizionale. Nicolas Sarkozy, ex presidente della Repubblica francese, è stato condannato anche in appello per finanziamenti illeciti. La sanzione è stata ridotta: a settembre 2021, la sentenza di primo grado prevedeva la pena massima, un anno di reclusione ai domiciliari. A novembre, i due giudici dell’accusa avevano chiesto una pena meno severa, un anno intero ma tutto con la condizionale.
In buona sostanza, se questa sentenza diventasse definitiva, Sarkozy non andrà mai in penitenziario, ma potrebbe essere costretto a portare un braccialetto elettronico, e avrebbe lo status di detenuto. Vincent Desry, l’avvocato dell’ex presidente ha comunque già annunciato ricorso in Cassazione: «Nicolas Sarkozy è totalmente innocente sui fatti che gli sono contestati», ha detto.
La vicenda riguarda il caso Bygmalion, società di comunicazione che aveva gestito la campagna di rielezione, fallita, del 2012. Sarkozy – in base alle leggi francesi che limitano le spese elettorali (anche perché prevedono rimborsi parziali) – aveva ottenuto un plafond di 22,5 milioni di euro, ma la Bygmalion e il partito Union pour un mouvement populaire (Ump), neogollista, hanno speso 42 milioni, come hanno rivelato inchieste giornalistiche di Libération, di Le Monde e soprattutto di Mediapart. Non è stato provato il coinvolgimento diretto di Sarkozy nelle manipolazioni contabili. L’ex presidente è stato quindi condannato soltanto per finanziamento illecito mentre gli altri nove imputati sono stati accusati di falso, appropriazione indebita, ricettazione, truffa e associazione a delinquere. Jérôme Lavrilleux, uno dei responsabili della campagna elettorale, ma anche una delle persone che ha rivelato l’esistenza di fatture false emesse da Bygmalion all’Ump (scagionando peraltro Sarkozy), è stato così condannato a due anni, dei quali un anno e mezzo con la condizionale e a cinque anni di non eleggibilità. Per lui, come per tutti gli altri imputati, la pubblica accusa aveva chiesto la sospensione della pena.
Il caso Bygmalion non è l’unico processo che vede Sarkozy come imputato. L’ex presidente è stato condannato in appello a tre anni – dei quali due con la condizionale e uno con braccialetto elettronico – e alla perdita dei diritti civili per lo stesso periodo nell’affare Bismuth, pseudonimo del suo avvocato Thierry Herzog: alcune intercettazioni avrebbero rivelato che Sarkozy e il suo legale hanno corrotto un magistrato per ottenere informazioni sulle indagini per il caso Woerth-Bettencourt, anch’esso legato a finanziamenti illeciti, per i quali è peraltro stato riconosciuto, a favore dell’ex presidente un non luogo a procedere. Anche questo caso è all’esame della Corte di Cassazione.
Un’altra procedura aperta riguarda i presunti finanziamenti elettorali del dittatore libico Gheddafi: la prossima udienza è prevista tra gennaio e febbraio 2025.
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