“All’inizio non mi sentivo in campagna elettorale – spiega all’ANSA -, il mio obiettivo era animare il dibattito pubblico, fare in modo che si discutesse nel merito delle cose. Ho riempito un vuoto che i dirigenti politici e i consiglieri dei partiti stavano lasciando”. Poi la proposta e la richiesta di primarie, “ma la discussione del tavolo – chirisce Soru – era tutta una messa in scena per togliere agli elettori un diritto che ormai nel centrosinistra era acquisito”. Le cose, si sa, sono andate avanti, “non ero più solo – ricorda il patron di Tiscali – e sono ben felice di quanto è successo”.
Così, però, si è diviso il campo: “Ciò che è successo dimostra la pochezza e la debolezza di un modo di far politica dei partiti nazionali che pensano di poter imporre i loro esperimenti ai territori, di poter giocare al piccolo chimico sulla pelle degli altri. Il campo largo se lo sperimentassero a casa loro. Poi abbiamo visto come sta andando la sperimentazione – rincara -: Conte a domanda chiarisce che non esiste il campo largo e non esiste nemmeno il centrosinistra”, attacca l’ex presidente. “Il voto utile è stato già sbugiardato dalla percezione che tutti hanno – prosegue -, e cioè che Todde e la sua coalizione sia crollata nei consensi”. “Avevano già annunciato la presenza di Conte e Schlein insieme sul palco per venerdì – insiste Soru -, hanno deciso di non venire più perché non vogliono intestarsi la sconfitta e perché quel progetto è già fallito, non si vogliono far vedere assieme”.
Quali frutti si possono raccogliere da tutto questo, a prescindere dall’esito del voto? “È nato un percorso politico nuovo, al centro di un’area politica che mette da parte l’idea della destra e del M5s a cui il Pd sta consegnando storie politiche nobilissime del passato – risponde l’ex governatore -. Noi vogliamo costruire una storia nostra che nasce, ha cuore e gambe in Sardegna, e che non è nella disponibilità di nessun potere romano”.
Negli ultimi due giorni di campagna elettorale su cosa si concentrerà per convincere gli indecisi? “Il tema per me importante è che dobbiamo scrivere una pagina nuova della storia del nostro autonomismo, partire dalle fondamenta e costruire una seconda autonomia sulla base di poteri nuovi che si concorderanno con lo Stato, un nuovo patto con lo Stato. L’obiettivo è una regione che non si veda come un potere esterno ai cittadini, ma che si senta totalmente al loro servizio e che garantisca diritti”.
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