Il partito indipendentista Dpp al potere dal 2016 si avvia a conquistare il terzo mandato, William Lai Ching-te è in testa con oltre il 42% dei voti in una vittoria netta davanti alla quale anche Hou Yu-ih, candidato del Kuomintang, si è inchinato ammettendo la sconfitta. La vittoria è anche la vittoria del ticket con la vice Hsiao Bi-khim, entrambi ferventi sostenitori dell’indipendenza dell’Isola che, invece, la Cina popolare reclama come parte del suo territorio sovrano.
Sentendo la vittoria in tasca e con oltre un’ora di anticipo sulla chiusura dello spoglio Lai è piombato nel quartier generale del partito trovando già una folla di decine di migliaia di sostenitori ad accoglierlo in un clima di principio di festa.
Il candidato del Partito democratico progressista, al 65% circa dello spoglio, era in testa con oltre il 40% dei voti validi, staccando i rivali Hou Yu-ih (Kmt) e Ko Wen-je (Tpp), rispettivamente al 33,4% e al 26,5%, in base ai dati non ufficiali dei media locali. C’è fiducia che la vittoria sia sempre vicina perché i dati ufficiali, quelli diffusi dalla Commissione elettorale centrale, danno – intorno alla metà dello scrutinio dei 17.795 seggi, Lai al 41,9%, Hou al 33,15% e Ko al 24,95%. A votare negli oltre 18mila seggi sono stati chiamati 19,3 milioni di elettori per elezioni che potrebbero ridefinire i rapporti tra Taipei e Pechino. Secondo le prime indicazioni, le elezioni dovrebbero aver registrato un’affluenza record, almeno oltre il 70%.
William Lai vince le presidenziali, ma il suo Partito democratico progressista perde la maggioranza assoluta allo Yuan legislativo, il parlamento dell’isola. Nel 2016, il Dpp aveva ben 68 seggi sui 113 complessivi dell’assemblea, scesi a 61 nella tornata elettorale 2020: adesso, in base ai conti preliminari, ne ha di sicuri finora 34 (contro i 32 in carico ai nazionalisti del Kmt). A conteggio ultimato, è possibile che Dpp e Kmt si trovino grosso modo alla pari, sopra quota 40, lasciando al Tpp – la terza forza politica – una decina di seggi con una sorta di potere di veto su ogni provvedimento.
Intanto la Cina ha inviato attorno all’isola otto jet e sei navi militari, come denuncia il ministero della Difesa di Taiwan. Anche due palloni spia cinesi sono stati inviati sullo Stretto di Taiwan, aggiunge. La Cina ha anche bloccato sulla piattaforma di social media Weibo l’hashtag «elezioni in Taiwan». Lo scrive Economic Times. Il blocco è stato disposto dopo che l’hashtag è diventato tra quelli di maggiore tendenza dopo l’apertua delle urne sull’isola.
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