Potrebbero esserci altre
straordinarie scoperte archeologiche nel sottosuolo della Pompei
del 79 d.C.: le ha annunciate il direttore del Parco
Archeologico, Gabriel Zuchtriegel.
Oggi il direttore del parco ed il procuratore di Torre
Annunziata, Nunzio Fragliasso, hanno esposto i frutti della
collaborazione. Si è sottolineata la devastante azione, negli
anni, dei tombaroli ma anche quello che potrebbe ancora venir
fuori. Abbattuto il ristorante abusivo Bacco e Arianna, che
sorgeva sull’area archeologica attigua alla Villa dei Misteri,
la Soprintendenza del Parco ha infatti potuto esplorare il
terreno sottostante, scoprendo ciò che sembra un nuovo complesso
per il quale serviranno nuovi scavi, ma anche nuovi
finanziamenti.
“È stato scoperto un muro con una breccia dal quale si entra
in un criptoportico, in una parte non scavata da Maiuri: erano i
locali servili della Villa dei Misteri – ha annunciato
Zuchtriegel – Questa è un’occasione straordinaria di gettare
luce sulla parte inesplorata per portare a termine l’opera di
Maiuri e capire anche i danni causati dagli scavi clandestini
perché abbiamo trovato molte tracce di cunicoli e gallerie”. Ma
se Maiuri, per gli scavi della Villa dei Misteri potette contare
su sostegni economici del Banco di Napoli, oggi che l’ex
istituto di credito napoletano non c’è più, lo stesso generoso
appoggio non viene assicurato dal Sanpaolo di Torino, ha
rilevato Zuchtriegel che ha aggiunto: “Ci rivolgeremo alla
Fondazione Banco di Napoli chiedendo di venirci incontro per
completare l’opera di Maiuri”.
La devastazione dei predatori di reperti con scavi
clandestini ha rivelato anche i danni apportati a Civita
Giuliana. “Qui abbiamo scoperto che i tombaroli si sono
accaniti in maniera feroce con gli scavi clandestini – ha
spiegato Zuchtriegel – abbiamo scoperto un altro fabbricato di
due piani con tracce del passaggio di un carro. Inoltre c’è un
tetto ben conservato, un ambiente decorato, soffitto buchi da
tutte le parti. Purtroppo i tombaroli hanno scavato su più
livelli, effettuando un saccheggio sistematico degli ambienti e
danneggiando i “calchi”. Perché quello che per loro non aveva
valore veniva distrutto”.
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