Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha presentato per l’approvazione al gabinetto di guerra un documento sulla gestione di Gaza dopo la guerra, con l’obiettivo di insediare «funzionari locali» non affiliati al terrorismo per amministrare la Striscia al posto di Hamas. Stando al piano presentato da Netanyahu, dopo la guerra Israele dovrebbe controllare la sicurezza in una Striscia di Gaza smilitarizzata e avrà un ruolo negli affari civili.
L’insistenza di Netanyahu su un ruolo israeliano a tempo indeterminato nella gestione di Gaza è in contrasto con le proposte degli Stati Uniti per un governo autonomo palestinese che alla fine governi sia Gaza che la Cisgiordania occupata da Israele come premessa per uno Stato. Il piano prevede anche la chiusura dell’agenzia dei rifugiati palestinesi Unrwa e la sostituzione con un altro gruppo di aiuto internazionale non meglio specificato. E ribadisce che Israele è determinato a eliminare Hamas. Il piano prevede libertà d’azione per le forze armate israeliane a Gaza e nella Cisgiordania dopo la guerra, per sventare qualsiasi minaccia alla sicurezza, e dice che Israele stabilirà una zona cuscinetto all’interno di Gaza. Il piano inoltre prevede che Gaza sia governata da funzionari locali che «non saranno identificati con Paesi o entità che sostengono il terrorismo». Non è chiaro se i palestinesi accetterebbero di ricoprire tali ruoli di “city manager”. Negli ultimi decenni, Israele ha ripetutamente provato e fallito nel tentativo di istituire organi di governo locali palestinesi scelti personalmente.
Nello stesso giorno il governo israeliano ha sottoposto alla Commissione suprema un piano per la costruzione di 3.300 nuovi alloggi di coloni in Cisgiordania (si veda l’articolo di apertura). L’Anp ha già bocciato il piano israeliano per il dopoguerra. «Gaza farà parte solo dello Stato palestinese indipendente con Gerusalemme come capitale e qualsiasi piano in senso contrario è destinato al fallimento», ha detto Nabil Abu Rudeineh, portavoce del leader palestinese Mahmoud Abbas. «I piani proposti da Netanyahu hanno solo l’obiettivo di perpetuare l’occupazione dei territori palestinesi da parte di Israele e puntano a impedire la creazione di uno Stato palestinese», ha concluso.
Un sondaggio dell’Israel Democracy Institute rileva che la maggior parte dei cittadini israeliani – sia ebrei che arabi – non crede che sia possibile una «vittoria assoluta» nella guerra con Hamas a Gaza. Il 51% degli ebrei e il 77,5% degli arabi israeliani intervistati ritiene che ci sia una bassa probabilità che la guerra finisca con una simile vittoria.
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