Dopo l’inchiesta su presunti abusi
edilizi per le torri di via Crescenzago 105 a Milano in cui è
stato chiesto il rinvio a giudizio anche funzionari del Comune,
Palazzo Marino è corso ai ripari approvando “in via cautelativa”
una delibera che riguarda le linee di indirizzo della “attività
amministrative in materia urbanistico-edilizia”.
Nel caso dei lavori di via Crescenzago, la convinzione della
Procura è che, date le dimensioni dell’intervento, non potessero
essere eseguiti “come ristrutturazione edilizia né essere
realizzato a mezzo Scia”.
Quindi per le pratiche simili per cui ancora non è stato
rilasciato il titolo edilizio, verranno seguite le indicazioni
che si desumono dal decreto del Gip sul caso di via Crescenzago.
Invece nei casi di interventi edilizi terminati o in corso in
cui si sa “di indagini aperte o per le quali gli operatori
coinvolti chiedano verifiche” si valuteranno “le possibili
ricadute delle interpretazioni normative desumibili dal decreto
del gip” per “individuare eventuali atti da assumere”.
“I profili di illegittimità prospettati – ha sottolineato
l’assessore alla Rigenerazione urbana Giancarlo Tancredi -sono
frutto di interpretazioni normative controverse e che le prassi
operative degli uffici sono state applicate in modo
generalizzato agli interventi con analoghe caratteristiche,
nella motivata convinzione della loro correttezza. Abbiamo
bisogno il prima possibile di un chiarimento definitivo, che non
lasci margini di incertezza rispetto alle linee da seguire.
Premesso questo, in considerazione dell’interesse pubblico
generale, ora il nostro obiettivo dev’essere innanzitutto la
tutela dei dipendenti comunali come degli operatori e delle
famiglie che hanno investito risparmi in nuove abitazioni: è per
questo motivo che abbiamo deciso di procedere con ulteriori
verifiche su alcuni procedimenti in corso d’opera e di tenere in
considerazione quanto sostenuto dal Gip di Milano per gli
interventi la cui istruttoria sia ancora da ultimare”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA