Gulag Bielorussia. Mistero sulla sorte di sei detenuti politici

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MOSCA — Impossibili da raggiungere. Privati di ogni mezzo di comunicazione. I più sommersi tra i sommersi. Sono sei prigionieri politici bielorussi di cui non si ha notizia da oltre un anno. Viktor Babariko e Sergej Tikhanovskij, che volevano candidarsi contro Aleksandr Lukashenko alle presidenziali del 2020. Maria Kolesnikova, capa della campagna elettorale di Babariko che aveva sostenuto la candidatura di Svetlana Tikhanovskaja al posto del marito Sergej. Maksim Znak, altro stretto collaboratore di Babariko prima e di Tikhanovskaja poi. L’oppositore Mikola Statkevich, candidato alle presidenziali 2010. Il blogger Igor Losik. “Incommunicado” è il termine giuridico con cui si definisce il loro stato di detenzione in isolamento da ogni contatto col mondo esterno.

Nessuna eccezione. Persino familiari e avvocati ne chiedono invano notizie. Al telefono con Repubblica dalla Polonia dov’è esiliata, Inna Kavaloniak, a capo della piattaforma di sostegno ai detenuti politici bielorussi Politzek.me, lancia l’allarme: «Per quanto tempo staremo a guardare? Dobbiamo agire. Non sappiamo neppure se siano vivi».

Dopo le presidenziali del 2020, come migliaia di bielorussi, anche lei aveva manifestato contro Aleksandr Lukashenko che aveva strappato la vittoria a Tikhanovskaja e, come oltre 35mila dimostranti, anche lei era stata arrestata. Se Kavaloniak e altri sono stati rilasciati dopo pochi giorni o settimane, migliaia sono stati condannati a scontare lunghe condanne. Una repressione che non ha fatto che aumentare in vista delle parlamentari di oggi — «false elezioni» le chiama Tikhanovskaja — e delle presidenziali 2025. A oggi sono almeno 1.570 i detenuti politici bielorussi. Costretti a indossare una toppa gialla sulle divise carcerarie in modo da essere facilmente riconoscibili dalle guardie che li torturano e umiliano regolarmente. Tra loro c’è anche il Premio Nobel per la Pace Ales Bialiatski, il fondatore di Viasna, la più antica organizzazione bielorussa per i diritti umani, condannato a 10 anni di carcere. «Dal 2020 questo numero non ha mai smesso di crescere. Almeno 1.200 prigionieri politici hanno completato la loro pena e sono stati rilasciati nel frattempo. Eppure questo numero aumenta. Circa 10-15 persone vengono arrestate ogni giorno».

I pretesti sono diversi. Si viene arrestati per aver partecipato ai cortei del 2020, dopo essere stati identificati a distanza di anni nelle foto passate al setaccio. O per proteste contro l’offensiva russa contro Kiev sostenuta da Lukashenko. «Basta un commento sui social o un like all’articolo di un media indipendente dichiarato “estremista”», spiega Kavaloniak. «Il livello di repressione è tale che non restano più molte forme di protesta. Ma se la società fosse davvero compatta come sostiene Lukashenko, non ci sarebbe neppure bisogno della repressione». Le somiglianze con la Russia finiscono qui.

Per Kavaloniak, la Bielorussia è anche peggio. «Ho pudore a dirlo. Ma la madre di Aleksej Navalny era riuscita a incontrare il figlio quattro giorni prima della morte. Navalny continuava a comunicare con il mondo esterno tramite i suoi avvocati. Tutto ciò è impensabile in Bielorussia». I detenuti politici, spiega, non possono incontrare familiari né avvocati. Non possono scrivere né ricevere lettere. Non possono ricevere pacchi di vestito e cibo dei familiari. Non vengono curati. Lavorano sei giorni su sette in condizioni durissime senza riscuotere alcun salario. «In queste condizioni anche la persona più sana si ammala. E talvolta muore», commenta Kavaloniak. Almeno cinque prigionieri non sono sopravvissuti alla prigionia. L’ultimo il 20 febbraio: il giornalista socialdemocratico Ihar Lednik, 64 anni, condannato a tre anni per un articolo sgradito.

Ora si teme per i sei prigionieri in stato “incommunicado”. «È una tortura psicologica. Il regime fa credere loro che il mondo esterno li abbia dimenticati», aggiunge Kavaloniak. Anche Tikhanovskaja, la leader bielorussa democratica in esilio, invita ad agire: «I dittatori stanno mettendo alla prova i loro limiti: fino a che punto possono arrivare senza pagare conseguenze. La vita di Babariko, Kolesnikova, di mio marito Sergej e di migliaia di altri prigionieri politici dipende dalla reazione occidentale all’omicidio di Navalny e Lednik. Se si limiterà alle “profonde condoglianze”, allora dovremmo prepararci a notizie più terribili. I miei figli non vedono il loro padre da quattro anni. Non ho notizie di mio marito da un anno. Il regime non vuole soltanto annientare gli oppositori politici, ma anche noi. Dobbiamo fare tutto il possibile per liberare i prigionieri politici. Molti sono in condizioni terribilmente critiche e potrebbero morire».

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Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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