Migliaia di agricoltori, in un corteo, guidati dal presidente nazionale Ettore Prandini, sono nei pressi del Parlamento europeo, in occasione del Consiglio dei ministri agricoli sulla proposta di semplificazione della Pac. “Siamo qui – spiega Prandini – per chiedere risposte esaustive in tempi certi alle necessità delle nostre aziende e scardinare quei regolamenti che non hanno senso. Per questo abbiamo messo in campo un lavoro costante di mobilitazione, ma anche di rapporto diretto con le istituzioni europee. Una grande organizzazione come la Coldiretti ha il dovere di trasformare la protesta in proposte concrete, nella consapevolezza che la maggior parte delle battaglie cruciali per il futuro delle nostre campagne si combattono proprio a Bruxelles”. Per questo, evidenzia il presidente “abbiamo predisposto un documento anche sulla Pac dei prossimi anni, che deve essere semplice e in linea con le necessità delle imprese. Dobbiamo dire basta alla contrapposizione tra agricoltura e ambiente voluta da Timmermans, gli agricoltori sono il primo presidio ambientale”.
Dal grano di Putin a quello canadese fatto seccare con il glifosato. Mai così tanto cibo straniero è arrivato in Italia con il valore delle importazioni che nel 2023 hanno raggiunto il record di 65 miliardi di euro. Prodotti spesso provenienti da Paesi che non rispettano le stesse regole di sicurezza alimentare e ambientale e dei diritti dei lavoratori. A denunciarlo è la Coldiretti sulla base di dati Istat in occasione della protesta a Bruxelles.
“Chiediamo un netto stop all’ingresso di prodotti da fuori dei confini Ue che non rispettano i nostri stessi standard garantendo il principio di reciprocità delle regole – afferma il presidente naziionale, Ettore Prandini – non possiamo più sopportare questa concorrenza sleale, che mette a rischio la salute dei cittadini e la sopravvivenza delle imprese agricole”. Secondo il presidente “occorre lavorare per aumentare la produzione agricola agendo sul fronte dell’innovazione, con nuove tecnologie di miglioramento genetico per recuperare in termini di sostenibilità e quantitativi e su quello dei contratti di filiera, fondamentali per aumentare il livello di aggregazione dell’offerta”.
Si tratta di un vero attacco al patrimonio nazionale, favorito dalle follie europee che fanno calare la produzione agricola, sottolinea Coldiretti. Il deficit alimentare è del 36% di grano tenero, del 53% di mais, del 51% di carne bovina, del 56% di grano duro per la pasta, del 73% di orzo, del 63% dei carne di maiale, mentre per latte e formaggi si arriva all’84% di autoapprovvigionamento. Il prodotto simbolo di questa invasione è il grano. In Italia nel 2023 sono più che raddoppiate per un totale di oltre il miliardo di chili, denuncia la Coldiretti, nel ricordare che dalla Russia nel 2023 le importazioni sono aumentate del 1164%, mentrev dala Turchia del 798%. Un fenomeno mai registrato che ha fatto calare in maniera significativa le quotazioni del prodotto italiano.
Le misure proposte erano state anticipate da Prandini in una lettera alla presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen. Il Delegato nazionale di Coldiretti Giovani Impresa, Stefani Parisi, fa sapere l’organizzazione, sarà l’unico italiano a partecipare alle 14.30, insieme ai giovani delegati di altre 10 organizzazioni presenti a Bruxelles, all’incontro con il Commissario Ue all’Agricoltura Janusz Wojciechowski e con l’attuale presidente del Consiglio Agrifish, David Clarinval.