AGI – È terminata la manifestazione degli studenti in piazza Beniamino Gigli, davanti al teatro dell’Opera di Roma. La situazione è tornata alla normalità dopo che, un gruppo di studenti correndo aveva abbandonato il luogo del sit-in per raggiungere il palazzo del Viminale, presidiato dai blindati delle forze dell’ordine, per protestare contro il ministro Matteo Piantedosi. Nel momento di massima concentrazione erano circa 800 le persone presenti in piazza.
Bandiere della Pace si alternano a quelle della Palestina e a quelle del Partito Comunista. Fumogeni, cori – tra cui: ‘Siamo tutti antifascisti’ e ‘Bella Ciao’, ripetuti a più riprese -, e lo striscione ‘Piantedosi dimettiti’. Erano circa 800 gli studenti arrivati sotto il Viminale, a Roma, per manifestare dopo i fatti di Pisa, Firenze e Catania.
Siamo qui per esprimere “solidarietà per gli studenti aggrediti, ma soprattutto per dire che è un diritto essere liberi di essere in disaccordo con lo Stato”, dice all’AGI Miriam Giummo, responsabile dell’organizzazione ‘Sinistra Universitaria’, presente in piazza insieme a tanti altri universitari. “I ragazzi erano inermi e sono stati picchiati: non stavano facendo niente e la polizia li ha picchiati”, aggiunge. In strada anche molti liceali. “Quello che è accaduto a Pisa è solo un esempio: queste cose accadono dall’autunno in particolare alle manifestazioni Pro-Palestina per chi chiede lo stop al Genocidio”, dice Carlo della ‘Rete Studenti Medi del Lazio’. “Le persone vere sono stufe i cittadini capiscono che c’è qualcosa che non va. A Roma facciamo qualcosa con lo stesso messaggio”, aggiunge il giovane.
Presente anche la politica. Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte è arrivato in prima persona. “Al ministro dell’Interno abbiamo chiesto un’informativa urgente ma non vorrei scaricare sul singolo quella che è una responsabilità collettiva del governo, questo clima repressivo. E le dichiarazioni di esponenti di maggioranza lo confermano”, ha detto Conte ai cronisti presenti.
“Noi e le forze dell’ordine, in ruoli diversi, abbiamo lo stesso compito: difendere la costituzione, la libertà e la democrazia. Per questo denunciamo chi sbaglia, chi viola quei valori e chiediamo di chi è la responsabilità perché deve rispondere non a un partito ma alla costituzione”, ha affermato invece Nicola Zingaretti, deputato del Pd ed ex governatore del Lazio. “Le parole del presidente della Repubblica non sono altro che la massima straordinaria e positiva interpretazione del dettato costituzionale – ha aggiunto -. Noi attendiamo in tempo bravissimi di capire cosa è successo. Chi dice che la colpa è della sinistra io rispondo che l’amarezza è nel fatto che i miei colleghi del centrodestra non sono qui a difendere i valori costituzionali che prevedono libertà e democrazia”.
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