In tanti hanno risposto all’appello della “Rete 26 febbraio” che, in occasione del primo anniversario del naufragio, ha indetto una serie di iniziative che si concluderanno domattina alle 4 con una fiaccolata e una veglia sulla spiaggia di Steccato per non dimenticare e reclamare ‘verità e giustizia’. E proprio ‘verità e giustizia’ e ‘basta morti in mare’ sono stati gli slogan scanditi durante tutto il corteo a Crotone, aperto da un grande striscione con la scritta “mai più stragi di migranti nel Mediterraneo”, che, partito da piazza Pitagora, ha raggiunto il museo intitolato al filosofo e matematico.
Al corteo ha partecipato la segretaria del Pd, Elly Schlein, che in precedenza era stata a Steccato di Cutro dove aveva reso omaggio alle vittime, sulla spiaggia in località San Leonardo sulla quale é ancora visibile qualche segno di quell’enorme tragedia, deponendo un cuscino di fiori e raccogliendosi in meditazione assieme ai pescatori Vito, Antonio e Teodoro Grazioso e Vincenzo Luciano ed ai volontari della Protezione civile Antonio Lorenzano e Gaetano Rossi, che furono tra i primi soccorritori a giungere a Steccato nell’immediatezza del naufragio. Soccorritori insieme ai quali ha avuto anche un colloquio a porte chiuse, assicurando loro “attenzione alle indagini su quanto è accaduto affinché questa vicenda non finisca nel dimenticatoio”.
“Da un anno – ha poi detto la leader dei dem parlando con i giornalisti a Crotone – poniamo la stessa domanda: come è stato possibile che non siano uscite le motovedette della Guardia costiera per dare soccorso ad un’imbarcazione che si sapeva da ore che era in difficoltà?”.
“Sono qui – ha aggiunto Schlein – per dare supporto alla ‘Rete 26 febbraio’ e a tutte le associazioni che sono ancora vicine ai familiari delle vittime e ai superstiti”.
In mattinata, presente anche l’ambasciatore della Repubblica islamica dell’Afganistan a Roma, Khaled Ahmad Zekriya, era stato inaugurato il ‘Giardino di Alì’, uno spazio all’ingresso della città che ospiterà 94 piante, tante quante furono le vittime, tra tamerici, callistemon, feijoa e corbezzoli, che il Comune di Crotone ha voluto realizzare a ricordo perenne dei morti della strage di Steccato. “Sono stati giorni durissimi -. ha detto il sindaco Vincenzo Voce – quelli che abbiamo vissuto, ma i calabresi, i crotonesi, hanno dato prova di una solidarietà e di un’umanità straordinarie. Il giardino – ha aggiunto Voce – è bellissimo. Abbiamo voluto dedicarlo ad Alì, un bambino che era rimasto una delle poche vittime senza nome, contrassegnato con la sigla Kr16m0, e poi identificato. Abbiamo pensato a lui per realizzare un luogo che simboleggia, attraverso gli alberi che abbiamo piantato, la rinascita della città”.
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