A 13 anni dal ritrovamento del corpo di Yara, l’ex muratore ha scritto nell’ultimo mese circa tre lettere indirizzate al giornalista Marco Oliva, caporedattore di Telelombardia che da anni intrattiene rapporti epistolari con Olindo Romano, condannato con la moglie Rosa Bazzi per la strage di Erba, e con lo stesso Bossetti. In una di queste missive, Bossetti scrive: “La giustizia è lunga e lenta, ma la verità prima o poi viene portata alla luce. Ci sono tanti casi di cronaca – ha aggiunto Bossetti – che agli occhi di tutti sono rimasti colmi di incertezze e di piste alternative mai prese in considerazione, ma non bisogna perdere la fiducia: non per niente esiste un organo di revisione nella giustizia che ci permette di vagliare dubbi, anomalie e incongruenze mai risolte durante le fasi processuali all’epoca dei fatti”.
Bossetti ha svelato anche una sua passione, relativamente recente, per la quale è stato premiato: “Partecipo da anni ai concorsi culinari dedicati ai carcerati, anzi sono anni che partecipo a tutti i bandi esposti in biblioteca: concorsi letterari, artistici e culinari. Partecipo semplicemente per rendere meno pesante il trascorrere inutile del tempo rendendolo più costruttivo” scrive Bossetti in una delle sue lettere. “A casa non avevo tutto questo tempo disponibile come oggi ho qui dato che ero molto impegnato con la mia impresa edile e chi cucinava principalmente era mia moglie. La ricetta con cui ho partecipato al concorso ‘Cuochi dentro’ l’ho chiamata ‘Sgranella alle noci con mele e limone’; la scelta di creare questo dolce è stata in base agli ingredienti che avevo a mia disposizione, rendendola apprezzabile e premiata al giudizio della giuria del concorso”. Per la ricetta, ha specificato l’ex muratore di Mapello, sono necessari 250 gr di farina bianca, uova, zucchero, 3 mele grandi, 200gr di noci, lievito, succo e scorza di limone.
La 13enne era scomparsa da Brembate di Sopra (Bergamo) il 26 novembre 2010 dopo essere uscita di casa per portare uno stereo nella palestra che frequentava. Poi, fino al 26 febbraio di Yara Gambirasio nessuno seppe più nulla. Alcuni testimoni la videro uscire dalla palestra, poi la ragazzina svanì nel nulla fino al drammatico epilogo, il ritrovamento del cadavere in un campo di Chignolo d’Isola il 26 febbraio 2011.
Dieci giorni fa la Corte di Cassazione ha giudicato “inammissibile” il ricorso presentato dai legali di Massimo Bossetti, che avevano chiesto di poter analizzare gli abiti della 13enne e il Dna di “Ignoto Uno” attribuito all’imputato, da sempre considerata il faro dell’indagine sul quale si basa l’intero impianto accusatorio e che, come era stato accertato nei tre gradi di giudizio apparteneva. Ora, la difesa di Massimo Bossetti, gli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini, cerca un’altra strada per poter svolgere un nuovo esame, sempre sostenendo l’innocenza dell’ex muratore.
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