“Ho affrontato un tumore al pancreas molto raro e ho dovuto fare i conti con la morte nonostante io sia un privilegiato – ha raccontato Fedez – in quel periodo ho avuto l’esperienza peggiore con gli psicofarmaci. Ne prendevo addirittura sette e il medico che me li dava non comprendeva che stavo male”.
Il cantante si è aperto con i 370 ragazzi del liceo Passoni, di Piazza dei Mestieri e di Immaginazione Lavoro, che hanno riempito tre sale del palazzo di via Bogino, nel centro del capoluogo piemontese, parlando della sua paura di morire a causa del tumore al pancreas che ha dovuto affrontare e della sua depressione, che ha definito “farmaco resistente”.
Il rapper ha risposto alle domande dei ragazzi sull’argomento, sottolineando come la “salute mentale non sia minimamente presa in considerazione dai media e dalla politica, perché non porta voti e non porta soldi”. Ha invitato poi i giovani a curarsi dalla depressione, nel caso ne fossero colpiti. Un malattia questa che a detta sua non si può affrontare da soli o con consigli motivazionali. “Se vi prescrivono i farmaci non abbandonate la terapia”, come ha spiegato invece di avere fatto lui. “Ogni volta che prendevo uno psicofarmaco mi dava reazione avversa e il dottore per curarne la reazione mi prescriveva un altro psicofarmaco – ha raccontato -. Sono arrivato a prenderne veramente tanti e stavo male. Ho smesso di prendere tutti i farmaci di botto, senza scalarli. Fu terribile. Quando non scali, dalla mia esperienza, è come ti stessi disintossicando dall’eroina. Ho fatto dieci giorni a letto senza potermi alzare. Non distinguevo la realtà dai sogni.
I sogni mi sembravano più reali della realtà. Esperienza orribile”
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