“La presenza del ministro Orazio
Schillaci all’Aquila è stata l’occasione per firmare l’ennesimo
accordo che consente all’Abruzzo di utilizzare quasi
integralmente i fondi che da 25 anni erano fermi a Roma per
l’edilizia sanitaria”.
Lo ha detto oggi il presidente della giunta regionale Marco
Marsilio incontrando oggi a L’aquila il ministro della Salute
Orazio Schillaci in visita in città per l’inaugurazione
dell’anno accademico dell’Università degli Studi dell’Aquila e
all’ospedale San Salvatore.
“Con questo accordo – ha sottolineato Marsilio – liberiamo 49
milioni dello Stato, 11 milioni della Regione, per
ristrutturare, governare e mettere a norma l’ospedale di Chieti.
Si aggiungono oltre 380 milioni che già con gli accordi
precedenti abbiamo liberato per i nuovi ospedali di Avezzano
(L’Aquila), Lanciano e Vasto (Chieti) e per la centrale 118
dell’Aquila che è già un cantiere aperto e in corso di
realizzazione nonché per altri interventi che cambieranno il
volto della sanità abruzzese e la metteranno al passo con i
bisogni dei cittadini”.
“Con il ministro Schillaci – ha proseguito Marsilio – il
passo è cambiato, perché abbiamo avuto finalmente qualcuno che
ha capito quale fosse la reale esigenza di un territorio
fragile, con bassa densità demografica, montano dove non
potevano essere applicate le stesse regole valide per Roma,
Napoli e Milano, all’Aquila, Pescara, Chieti o a Teramo. Abbiamo
approvato finalmente la rete ospedaliera. Abbiamo liberato quasi
mezzo miliardo di euro che dal 1998 erano fermi a Roma per
investire sull’edilizia ospedaliera, di cui oggi sono
orgoglioso. Io iniziai il mio rapporto con il Ministero della
Salute ricevendo su questo un duro ammonimento, perché
giustamente ai piani alti del Ministero mi dissero, perché
venite a reclamare e basta e non presentate i progetti e
lasciate marcire centinaia di milioni dentro le casse dello
Stato? Ci siamo rimboccati le maniche, il passaggio dalla rete
ospedaliera è stato essenziale”.
“La prego- ha concluso Marsilio rivolgendosi al ministro
Schillaci – di considerare la rete ospedale dell’Abruzzo il
modello sul quale modificare il Dm Lorenzin”.
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