AGI – “L’ultimo stipendio lo abbiamo percepito a novembre”. È l’alba quando il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, arriva davanti a una delle portinerie di Acciaierie d’Italia, l’ex Ilva di Taranto, da dove ha inaugurato la sua giornata nel capoluogo pugliese incontrando gli operai della fabbrica che cominciano il turno di lavoro del mattino, accompagnato dal neo commissario Giancarlo Quaranta. Quello delle retribuzioni in ritardo è il primo problema che i lavoratori dell’indotto pongono a Urso. “Dicembre senza stipendio, senza tredicesima e oggi ancora niente”, prosegue il lavoratore.
Poi dal gruppo di operai che si assiepa attorno a Urso, accompagnato da esponenti locali di FdI (il deputato Dario Iaia e il consigliere regionale Renato Perrini), si alzano altre voci preoccupate: “Siamo senza un euro ministro, ci viene da piangere, siamo tutti padri di famiglia, che cosa diciamo ai nostri figli? Cerchiamo una soluzione”. “Ragazzi diciamo che otto governi non hanno fatto niente, sono venuti a fare le passerelle – afferma un altro operaio rivolto ai colleghi – già che ci ha cacciato la Morselli ci ha fatto un grande favore, siamo fiduciosi” e il riferimento è all’uscita di scena dell’amministratore delegato di Acciaierie, Lucia Morselli, in conseguenza dell’entrata della società in amministrazione straordinaria decisa dal Governo con la nomina del commissario Giancarlo Quaranta.
“Diamo risposte ai lavoratori di Taranto” ha chiesto un altro operaio.
Urso, che ha ascoltato tutte le preoccupazioni dei lavoratori, ha risposto: “Capisco bene, so cosa significa”.
“Mi aspetto che qualcuno di voi mi ponga qualche suggerimento, qualche interrogativo, anche se necessario qualche critica, affinché possa rispondervi da subito e rispondervi con i fatti”. Ha esordito così il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, parlando stamattina ai lavoratori e delegati sindacali di Acciaierie d’Italia riuniti in una sala della fabbrica. Accanto al ministro, i commissari straordinari di Acciaierie, Giancarlo Quaranta, e di Ilva, Alessandro Danovi.
“Il Governo ha deciso di commissariare l’azienda con l’amministrazione straordinaria e nel farlo ha scelto una persona che voi conoscete bene da qualche decennio, perché credo che sia nato qui e quindi conosce perfettamente tutta la vita straordinaria di questo che è stato a lungo, il più grande, importante e significativo impianto siderurgico d’Europa”, ha detto il ministro riferendosi al commissario Quaranta e alla stessa ex Ilva.
“Se esiste l’industria italiana, se esiste un’industria dell’automotive, degli elettrodomestici e della cantieristica, lo è perché a monte vi è stata un’industria siderurgica come Taranto che ha fornito gli strumenti perché crescesse l’industria italiana”, ha rilevato Urso.
Il ministro questa mattina dalle 7 incontrerà in fabbrica, nella sala del cosiddetto “parlamentino”, altri lavoratori di Acciaierie e delegati sindacali, e poi alle 8.15 sarà in Prefettura per presiedere un vertice insieme alle parti sociali, sindacati e imprese, presenti anche i commissari delle due amministrazioni straordinarie, quella di Ilva, società proprietaria degli impianti siderurgici, e quella di Acciaierie d’Italia, società che gestisce gli impianti. Urso incontrerà anche il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano.
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