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Il presidente francese Emmanuel Macron ha lanciato un sasso nello stagno di gran peso: non è escluso l’invio di truppe UE sul campo in Ucraina. Lo scenario di una escalation che gli altri governi europei per il momento stanno respingendo con forza. I governi europei hanno infatti scelto di sostenere l’Ucraina dal punto di vista “logistico” e tecnologico – recentissima la nuova richiesta di armi da parte di Zelensky -, ma anche di colpire la Russia con le sanzioni economiche (a volte aggirate).

Dietro tutto questo, come spiega MilanoFinanza, rimane una parte sostanziosa della finanza globale che si riversa nella produzione e nel commercio di armamenti. Parliamo di quasi mille miliardi di dollari tra il 2020 e il 2022. Di questi, circa la metà proviene dagli Stati Uniti, mentre 79 miliardi sono frutto degli investimenti dei primi 10 investitori europei. E non è tutto. I 15 maggiori istituti europei investono in gruppi della difesa per una cifra che supera gli 87 miliardi di euro.

Le banche e il settore finanziario in generale non sono spettatori passivi in questo scenario. Tra il 2020 e il 2022, le istituzioni finanziarie, che includono le principali banche, le grandi compagnie assicurative, i fondi di investimento, i fondi sovrani e i fondi pensione, hanno sostenuto l’industria della difesa con almeno un trilione di dollari. Si tratta di una cifra probabilmente sottostimata, secondo Banca Etica, dato che non esiste un database ufficiale che raccolga tutti gli investimenti, i prestiti e i servizi di tutte le istituzioni bancarie e finanziarie del mondo nel settore degli armamenti.

Banca Etica tramite la Fondazione Finanza Etica ha commissionato con Global Alliance for Banking on Values il rapporto “Finanza di pace. Finanza di guerra”, realizzato dalla società berlinese Merian Research e presentato durante il 16° incontro annuale di Gabv, il primo in Italia, in questi giorni fra Padova e a Milano.

Ma chi sono i maggiori finanziatori dell’industria della difesa? Vanguard (92 miliardi), State Street (68 miliardi), BlackRock (67 miliardi), Capital Group (55 miliardi), Bank of America (45 miliardi), JPMorgan Chase (33 miliardi), Citigroup (28 miliardi), Wellington Management (27 miliardi), Wells Fargo (25 miliardi) e Morgan Stanley (24 miliardi).

Qui sotto, invece, si può vedere la tabella – i valori sono espressi in miliardi di dollari americani – con i dieci finanziatori europei più attivi. Al primo posto spicca Bnp Paribas. Si può notare come non ci siano Gruppi italiani.

Norges Bank (Norvegia), AXa (Francia), la canadese Caisse de dépôt et placement du Québec, Development Bank of Japan, 
Standard Life Aberdeen (Regno Unito) le francesi Oddo BHF e ISALT, le inglesi Majedie Asset Management e Hengistbury Investment Partners, la cinese CSC Financial sono invece quelle che hanno deciso di disinvestire.

Cosa accadrebbe, però,  se i fondi destinati all’industria bellica venissero invece diretti verso la sanità? L’International Peace Bureau ha condotto un’analisi che traduce il costo di specifici armamenti in beni e servizi sanitari. Il risultato è sorprendente: una fregata multiruolo europea vale lo stipendio di oltre 10mila medici all’anno, un aereo da caccia F-35 equivale a più di 3mila posti letto in terapia intensiva e un sottomarino nucleare di classe Virginia costa quanto quasi 10mila ambulanze.

Ma il contraltare, perché nell’analisi economica e finanziaria non esiste la divisione bianco o nero (non è applicabile), ci sono le cifre del Pil dei vari Stati legati ai settori come ricerca, meccanica, elettronica, aerospazio che poi finiscono anche per i mezzi operativi negli scenari bellici – ma anche nelle missioni di pace – e dei lavoratori impegnati nei diversi settori.

In ogni caso un rapporto, quello presentato a Milano e Padova, destinato a far discutere gli analisti. 

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Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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