Gli appelli ad escludere artisti provenienti da nazioni contestate da parte delle comunità artistiche si sono riproposti in tutte le più recenti edizioni e configurazioni delle manifestazioni curate dall’organismo culturale.
E’ successo anche all’ultima Biennale del Cinema, a quella dell’ Arte del 2022, lo scorso anno a quella dell’Architettura e quest’anno, di nuovo, in previsione della nuova edizione della Biennale Arte 2024.
Dove a finire nel mirino di migliaia di artisti, istituzioni e enti culturali, è stato prima Israele: “No al Padiglione del Genocidio alla Biennale” hanno sostenuto 8 mila firmatari di un appello indirizzato alla Fondazione della Biennale. Poi è stata invece la volta, quasi per contrappasso, dell’Iran. Woman Life Freedom Europe e Woman Life Freedom Italy, hanno chiesto oggi di escludere dall’esposizione la Repubblica Islamica dell’Iran per dare un “segnale forte e chiaro” alla comunità internazionale, senza farsi “complice di un governo criminale e sanguinario”.
L’appello, per altro già anticipato ad ottobre, ricorda alle istituzioni – non solo quelle in capo alla Biennale ma anche alla premier Giorgia Meloni e ai ministri – che il governo Italiano, “come tanti altri Paesi e istituzioni democratiche, ha preso le distanze e ha evitato gli incontri governativi con il regime iraniano o qualsiasi loro partecipazione ufficiale in Italia”. E chiede: “Perché un’importante istituzione come La Biennale di Venezia si presta a legittimare la delegazione di un regime dittatoriale teoretico che da 45 anni censura ogni espressione artistica?”. Anche questa richiesta, dopo che quella volta ad escludere Israele è stata respinta al mittente dal ministro della Cultura, è sottoscritta da artisti ed intellettuali, italiani ma anche iraniani. L’hanno firmata l’artista iraniana Shirin Neshat, la regista Marjane Satrapi, l’avvocata Shirin Ebadi – premio Nobel per la pace 2003 – e, tra tanti altri, i registi Marco Bellocchio e Nanni Moretti, gli artisti Joseph Kosuth e Alberto Biasi e musicisti, tra cui Paolo Fresu, registi come Francesca Archibugi, Daniele Luchetti, Paolo Virzì, sceneggiatori e scrittori. “Ora più che mai – affermano i sottoscrittori dell’appello – è necessario prendere una posizione netta e chiara contro il regime della Repubblica Islamica dell’Iran, con chi ha le mani sporche di sangue”.
Ma niente da fare: se partecipare o meno lo decidono “in autonomia” le singole nazioni riconosciute dall’Italia, tanto che la stessa esclusione della Russia dall’esposizione del 2022, ricorda la Biennale, era stata decisa dal Commissario e dal Curatore nominati dal Ministro della Cultura della Federazione Russa, che ha comunicato che non parteciperà neppure alla prossima edizione
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