Per il centrodestra è l’occasione di una rivincita immediata, per il centrosinsitra l’opportunità di capire se la formula vincente in Sardegna con l’elezione di Alessandra Todde si può replicare altrove. In Abruzzo si vota domenica 10 marzo e la partita è aperta. Ma non è l’unica elezione regionale in programma per il 2024: in un anno ad alta densità elettorale si voterà il 21 e 22 aprile in Basilicata e a giugno, nello stesso fine settimana delle Europee, è previsto anche il voto per eleggere per il nuovo presidente del Piemonte. In autunno toccherà invece all’Umbria.
Si comincia, come detto, dall’Abruzzo. Due i candidati: il governatore uscente, Marco Marsilio, per il centrodestra e Luciano D’Amico per il centrosinistra. Marsilio, ex senatore, fedelissimo di Giorgia Meloni, con la vittoria del 2019, quando ottenne il 48% dei consensi, fu il primo presidente di regione di Fratelli d’Italia.
Nonostante le sue origini abruzzesi, da più parti viene criticato per essere un romano “in trasferta” in Abruzzo per scelta del partito. Suo sfidante diretto sarà Luciano D’Amico, alla guida del cosiddetto “Patto per l’Abruzzo”, campo largo che va dal Pd ad Azione e fino ai 5 Stelle. Abruzzese “per origine e scelta”, come recita la biografia sul suo sito web, è stato rettore dell’università di Teramo e presidente della Tua, la società di trasporto pubblico regionale. Se il centrodestra, fin dall’inizio, è stato dato per favorito, gli ultimi sondaggi restituiscono una situazione incerta. Marsilio viene sì indicato come potenziale vincitore, ma con una forbice che varia dai pochi centesimi ai circa cinque punti di vantaggio e con parecchi punti percentuali di inferiorità rispetto a D’Amico per quanto riguarda la fiducia personale.
Dopo la sconfitta in Sardegna il centrodestra sembra aver già trovato l’unità sul nome di Vito Bardi, il governatore uscente di Forza Italia che alla vigilia del voto sardo qualcuno nella coalizione pensava di sostiuire per le elezioni del 21 e 22 aprile. Il responsabile organizzativo di FdI, Giovanni Donzelli, ha annunciato «prestissimo» la decisione, aggiungendo che il suo partito «lavora per l’unità della coalizione» e che non ci sono “preclusioni su nessuno, tanto meno su Bardi”. Maurizio Gasparri è netto: «Noi siamo per Bardi, con una convergenza più ampia, ma in maniera molto serena».
Più complicata la posizione di Angelo Chiorazzo, l’imprenditore lucano da mesi in campo per conto di “Basilicata casa comune” e in attesa di diventare il candidato del centrosinistra. Traguardo che appare non proprio vicinissimo e facile da raggiungere. Lui stesso, fatti gli auguri a Todde, ha chiesto che «la Basilicata abbia lo stesso coraggio della Sardegna. Cerchiamo di fare tesoro di queste indicazioni anche in Basilicata. Non c’è più tempo da perdere, non servono improvvisazioni. Possiamo vincere, uniti si vince», ha sottolineato.
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