Nel Maceratese demolizioni e
rimozione delle macerie post sisma al rush finale per Visso e
Castelsantangelo sul Nera. A Visso si sta lavorando sui 36
edifici nel capoluogo, mentre a Borgo San Giovanni su 24
immobili i lavori sono
terminati, così come a Villa Sant’Antonio, dove ai 17 edifici si
sono aggiunti 2 fabbricati su cui intervenire, per una spesa
totale di 5,2 milioni.
A Castelsantangelo sul Nera – il piano più importante e
articolato delle Marche sia per numero di edifici coinvolti, ben
179 divisi in 11 lotti, che per il costo totale dell’operazione,
di circa 13,5 milioni – si sono appena chiusi i cantieri a
Gualdo, Rapegna e Nocria, mentre nel capoluogo e nelle frazioni
di Macchie, Rapegna, Nocelleto e Vallinfante i lavori sono in
fase di ultimazione.
“Sta per giungere a conclusione il Piano di interventi
redatto dall’Ufficio speciale ricostruzione per i comuni più
colpiti dal sisma del 2016/2017 – ha detto il commissario
straordinario alla ricostruzione Guido Castelli – Un
piano complesso, validato dalla Soprintendenza, che ha impegnato
per mesi personale e ditte specializzate e che pone le basi per
la ricostruzione vera e propria in questi borghi così duramente
provati”. Parole, quelle del commissario, che tracciano il punto
della situazione in merito a messa in sicurezza, demolizione,
rimozione, trasporto e recupero delle macerie degli edifici
pubblici e privati che impedivano, di fatto, la ricostruzione
vera e propria in cinque comuni del cratere marchigiano. Adesso
si va verso la conclusione delle opere di demolizione in due dei
borghi più colpiti dai terremoti del 2016, dopo aver portato a
termine le operazioni ad Arquata del Tronto (Ascoli Piceno), che
hanno riguardato 24 edifici del centro storico per un importo di
circa di 3 milioni, e, in provincia di Macerata, a Ussita (13
edifici nelle frazioni di Castelfantellino e Sorbo per un
importo di 1,2 milioni) e Pieve Torina (12 edifici nelle
frazioni Tazza, Appennino, Colle di Casavecchia e Seggiole per 1
milione di euro circa),
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