Il 75% degli studenti ha “sempre” o “spesso” episodi di stress causati dalla scuola, il 44% di loro si sente inadeguato e insicuro a causa dell’ipercompetizione a scuola che rende più difficile imparare al 17% dei partecipanti.
La metà dei ragazze e ragazzi vivrebbe la scuola con meno stress se ci fosse meno carico di studio a casa, e c’è chi chiede più attività extracurricolari e spazi di aggregazione. E’ quanto emerge dal sondaggio “Scuola e benessere: oltre l’ipercompetizione e l’omologazione”, un evento nato dalla collaborazione tra Unisona Live e l’Unicef, patrocinato dal Comune di Milano e dal ministero dell’Istruzione e del Merito dedicato alle scuole secondarie di secondo grado e dell’ultimo anno delle secondarie di primo grado.
Al sondaggio hanno partecipato oltre 25.500 studenti, studentesse e docenti, collegati online in diretta streaming, che hanno condiviso uno spazio di riflessione e dibattito sul tema cruciale del benessere psicosociale degli adolescenti nell’ambiente scolastico. Ansia, desiderio di fuga, sconforto e rabbia sono le emozioni più diffuse.
“Il successo dell’evento testimonia l’importanza e l’urgenza di affrontare il tema del benessere psicosociale degli adolescenti nell’ambito educativo, e conferma l’impegno di Unisona Live e Unicef nel promuovere un’educazione inclusiva e orientata al benessere degli studenti. Su questa priorità siamo impegnati in prima linea in un programma finanziato dalla Commissione Europea che accompagnerà per due anni le autorità italiane nel migliorare il coordinamento tra i settori sanitario, sociale e scolastico”, dichiara Nicola Dell’Arciprete, coordinatore risposta in Italia, Ufficio Unicef per l’Europa e l’Asia Centrale.
Nei momenti di passaggio i ragazzi soffrono di “ansia da rientro”
“Si tratta di una serie di manifestazioni comportamentali emotive che coinvolgono in particolare molti ragazzi in età evolutiva” spiega Arianna Terrinoni, neuropsichiatra infantile al policlinico Umberto I di Roma. Con il rientro a scuola è possibile sperimentare confusione o maggiore predisposizione all’intolleranza e alla rabbia. I genitori possono notare segnali di malessere legati al ripristino della routine scolastica.
“Le manifestazioni possono andare da tremori, pianti, urla fino ad una sintomatologia ansiosa più strutturata– chiarisce l’esperta- con attacchi di panico e frequenza cardiaca accelerata con senso di mente completamente svuotata o anche sudorazione fino a vere e proprie crisi che noi chiamiamo lipotimiche con svenimenti”.
“Innanzitutto è bene non esporre i ragazzi all’idea che stanno compiendo una tappa essenziale per il loro futuro professionale ma stanno invece compiendo una tappa essenziale per la loro crescita personale- ammonisce la neuropsichiatra-. Un uomo è anche quello che si costruisce grazie alla scuola, un uomo con dei valori umani con un’idea di collettività che deve essere a tutto tondo e questo lo fa proprio la scuola”.
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