Dei quasi 7 milioni di euro che la
Corte dei conti in Valle d’Aosta deve ancora recuperare per le
sentenze passate in giudicato, 5,4 milioni derivano da quella
per il trenino Cogne-Pila. Il dato emerge dalla relazione del
procuratore regionale, Giuseppe De Rosa, in occasione
dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2024.
Per realizzare il collegamento, mai entrato in funzione,
furono spesi 29 milioni di euro. Nel 2016, la terza sezione
giurisdizionale centrale d’appello ha ridotto da 13 a 6 milioni
di euro la condanna al progettista della tramvia, l’ingegner
Alberto Devoti, considerando che anche “Regione, Ministero delle
infrastrutture, ditte private” avevano “concorso causalmente”
alla “produzione” del danno erariale. Di quella cifra, la Corte
dei conti ha ottenuto ad oggi meno di 600 mila euro, dato che
restano da recuperare 5 milioni 413 mila 974 euro. Alla base
della sentenza, secondo i magistrati contabili, “errori” e
“carenze di progettazione ed esecuzione dei lavori”.
I lavori per unire le due località turistiche erano stati
avviati nel 1985 e il progetto ‘congelato’ nel 2008 dalla giunta
regionale valdostana, sino alla dismissione decisa nel 2012. Nel
marzo del 2022 un’azienda con sede a Milano, la Valente spa, si
era aggiudicata all’asta per 31.500 euro il materiale rotabile
dell’ex tramvia.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA