Giorgetti ha invece evidenziato che “i dati dell’Italia sono positivi e forse anche migliori di altri. La stretta di politica monetaria – ha affermato – aveva un chiaro obiettivo, di portare l’inflazione al target. Al target probabilmente non ci siamo ancora, ma in questo momento forse un allentamento sui tassi potrebbe contribuire ad una situazione di crescita economica che in giro per l’Europa langue. Dopo di che la politica monetaria è autonoma e indipendente, e questo è un auspicio con cui credo di interpretare tutta la classe politica non solo italiana”. Parlando poi di privatizzazioni e debito pubblico, Giorgetti ha ricordato che il Mef ha “un piano”. “Non è che la privatizzazione produca crescita di per sé, laddove non è necessario detenere delle quote o un certo ammontare di quote, lo Stato può anche svolgere il suo ruolo anche senza avere quel tipo di partecipazioni. Noi preferiamo usare il termine ‘razionalizzazione’ che in alcuni casi significa privatizzazione, ma in altri no. Se vedete quello che accadrà con la rete Netco, qualcuno potrebbe obiettare che non si tratta di una privatizzazione, ma la contrario forse di un’operazione inversa. Credo che nel 2024 il ragionamento che deve fare un governo non è quello che doveva fare negli anni Sessanta o negli anni Ottanta e quindi la presenza diretta della mano pubblica deve essere considerata rispetto alle esigenze. E questo è quanto stiamo facendo con grande prudenza e altrettanta decisione”. “Quello che abbiamo in mente di fare, lo faremo anche nelle condizioni di prezzo che renderà di più per l’interesse pubblico. La privatizzazione di Ita è clamorosamente boccata – aggiunge – ma non per volontà del governo italiano. Per questo dovete chiedere ad altri, non a me”.
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